L’autodifesa inizia dall’acqua e dal sapone

In questo momento è utile ricordare e parlare di un formidabile strumento di autodifesa: l'uso accurato di acqua e sapone

La nuova epidemia di Covid-19, il virus più comunemente noto come coronavirus, ha riportato d’attualità un tema troppo spesso trascurato: quanto sia importante lavarsi le mani in modo corretto per ridurre al minimo il rischio di contagi. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le mani pulite sono lo strumento più efficace per proteggersi contro le infezioni, e secondo i dati dell‘European Centre for Disease Prevention and Control 80mila cittadini europei contraggono ogni giorno malattie che si potrebbero evitare anche tenendo le mani ben pulite (soprattutto negli ospedali). L’Istituto Superiore di Sanità, in vista di questa nuova emergenza, ha pubblicato una breve lista di domande e risposte frequenti, nella quale leggiamo queste parole: «Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione». Questa auto-difesa quotidiana protegge più di una mascherina.

La prima questione da affrontare è: quando lavarsi le mani? La risposta breve è: spesso. Innanzitutto, è necessario farlo dopo aver frequentato luoghi affollati, ambienti di lavoro, mezzi di trasporto pubblici, stadi, palestre, stazioni, aeroporti, perché è in questo tipo di contesti che è più frequente incontrare elementi contaminanti. In secondo luogo, le mani vanno lavate prima di entrare in contatto con le parti esposte e delicate del vostro corpo, come già ricordava l’ISS. Quindi acqua e sapone anche prima di andare in bagno e non solo dopo. Deve essere una regola fissa e non negoziabile lavarle prima di mangiare. Ancora: detergete le mani prima di toccarvi gli occhi o di medicarvi una ferita, anche se piccola. Infine le mani vanno lavate bene dopo aver toccato cibi crudi (soprattutto la carne), animali, rifiuti, dopo aver pulito la casa e dopo aver starnutito. Per non diventare voi stessi vettori del contagio, ricordate di starnutire in un fazzoletto o – se non ne avete uno a disposizione – nell’incavo del gomito.

Eccoci al punto cruciale della questione: cosa vuol dire lavarsi bene le mani? Troppo spesso, soprattutto quando siamo fuori casa, tendiamo a fare una specie di lavaggio simbolico: un po’ di sapone e un contatto di pochi istanti con l’acqua, giusto il tempo di far scivolare via quello sbuffo di sapone. Questo tipo di lavaggio non serve a niente, vi dà l’illusione di essere protetti senza proteggervi affatto. Ecco come prendersene cura nel modo giusto, secondo le linee guida dell’OMS. Le mani vanno lavate per almeno quaranta secondi. Dopo averle bagnate e insaponate, strofinate prima bene i palmi tra loro, poi passate acqua e sapone negli spazi tra un dito e l’altro, sulle punte, sotto le unghie e fino ai polsi. Fate un piccolo movimento di rotazione per passare bene il sapone nello spazio tra indice e pollice e – prima di asciugarle – fate un ultimo passaggio nel palmo di ogni mano con la punta delle dita dell’altra. La temperatura dell’acqua non è un fattore, fredda o calda va bene allo stesso modo, ma quella calda può causare irritazioni alla pelle ed è meno eco-sostenibile.

 

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fonte: salute.gov.it

E se non potete lavarle con acqua o sapone? Quando siete fuori casa o in viaggio, potreste non avere sempre acqua e sapone a disposizione, in quel caso potete igienizzare le mani con gel disinfettante che contenga almeno il 60% di alcol. Questo tipo di detergenti non sono efficaci al cento per cento, soprattutto non lo sono quando le mani sono particolarmente sporche o nel caso siano entrate a contatto con pesticidi (come dopo una sessione di giardinaggio). L’uso del gel deve essere quindi considerato una misura di integrazione al lavaggio delle mani e non un’alternativa. Infine, non serve a niente lavare bene le mani se gli asciugamani sono sporchi. Se non siete sicuri della loro pulizia, fate asciugare le mani all’aria. Assicuratevi anche che siano asciutti, se umidi possono diventare ricettacoli di batteri.

Le dieci regole dell’ISS. L’Istituto Superiore di Sanità ha aggiornato i dieci punti del suo decalogo di buone norme da seguire, senza farsi prendere dal panico. Oltre a lavarsi le mani, l’ISS suggerisce di evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie e evitare in ogni caso di toccarsi gli occhi, il naso e la bocca con le mani, che sono sempre il principale veicolo di trasmissione del virus. Un’altra buona norma è coprirsi la bocca e il naso con le mani quando si starnutisce o tossisce. Non prendete farmaci antivirali o antibiotici senza una prescrizione medica. I disinfettanti a base di cloro e alcol devono essere usati per pulire frequentemente le superfici e la mascherina serve solo se sospettate di essere malati e volete evitare possibili contagi alle persone intorno a voi. Né i prodotti made in China o provenienti dalla Cina né gli animali domestici possono essere veicolo di trasmissione del coronavirus e chi ha il sospetto di essere infetto non deve andare al Pronto Soccorso ma chiamare il medico di base o il 1500, il numero di pubblica utilità.

Quante volte riuscite a igienizzare le mani durante una giornata? Quando fate più fatica? Raccontatecelo nei commenti.