Cinque film che ci insegnano qualcosa sui soldi

Noi tutti, in autoisolamento forzato da coronavirus, possiamo sfruttare questo momento per guardare un po’ di film arretrati: eccone cinque da cui possiamo trarre lezioni utili sui soldi e la finanza

Più spesso di quanto si creda, le storie raccontate nei film possono insegnarci qualcosa su come gestire i nostri soldi. In un momento in cui, causa pandemia di coronavirus in corso, siamo tutti in bilico tra preoccupazione per la nostra salute fisica e timori per la nostra salute economico-finanziaria, ecco cinque film, proposti dalla scienziata comportamentale Jessica Exton, che possono aiutarci a trascorrere meglio le ore dentro casa e, al contempo, fornirci alcune dritte per il presente e il futuro.

Mary Poppins, con un poco di zucchero il bias va giù. Forse non te lo aspettavi, ma una preziosa lezione ci arriva da un film del 1964 su una bambinaia a dir poco fuori dagli schemi: “Mary Poppins”. La lezione è impartita dal signor Dawes (Dick van Dyke), presidente della Dawes, Tomes, Mousley, Grubbs Fidelity Fiduciary Bank, al giovane Michael Banks (Matthew Garber), che stringe in mano i suoi primi due pence. Michael preferirebbe di gran lunga tenersi i soldini e goderseli tutti nel brevissimo termine. Ma con un’apposita canzone intonata al momento giusto, il signor Dawes gli spiega che starà molto meglio se investe il suo denaro.
Mentre canta, strappa di mano al giovane Michael i due penny, suscitando la contrarietà del ragazzo. Il che la dice lunga sulla nostra naturale predilezione per il godimento ora e subito del nostro reddito, a scapito del risparmio e dell’investimento.
La lezione per tutti? Quando si tratta di finanze, è bene saper guardare avanti e concentrarsi sul lungo termine.

Una Poltrona per due, occhio all’overconfidence. Ormai da diversi anni questo film è un pilastro della liturgia laica del Natale: stiamo parlando di “Una poltrona per due” (titolo originale: “Trading places”), del 1983, con Dan Aykroyd e Eddie Murphy. Il primo interpreta il ricco azionista Louis Winthorpe III, il secondo è il mendicante Billy Ray Valentine. Le loro vite cambiano nel momento in cui i datori di lavoro di Louis fanno una scommessa: quella, cioè, di cambiare loro di posto, consegnando Louis alla miseria e promuovendo invece Billy dalla strada al mondo degli affari. Falliti o vincenti si nasce, è l’assunto: anche modificando in modo radicale la situazione di partenza, Billy è comunque destinato alla strada, mentre certamente Louis saprà trarre profitto da ogni circostanza. Peccato che Louis diventi presto un ubriacone arrabbiato, mentre Billy dimostra doti insospettate.
Billy e Louis scoprono la scommessa e si coalizzano per vendicarsi. Come? Manipolando il prezzo dei futures sulle arance in modo da lasciar presagire un raccolto non fantastico. I Dukes sono troppo sicuri di sé e cadono nella trappola ordita da Billy e Louis: mettendo in conto un pessimo raccolto, comprano basso aspettandosi che poi il prezzo salga. E invece va giù, segnando la loro rovina. Insomma, mai sottovalutare l’effetto dell’ambiente, il ruolo della fortuna (o del caso) e soprattutto la difficoltà di prevedere il futuro.

Il denaro non dorme mai: e neanche il debito. Dopo “Wall Street” del 1987, nel 2010 è arrivato “Wall Street II: Money Never Sleeps”: più finanza di così. Si era in pieno post Lehman e il film mostrava, nell’anno di grazia 2008, il broker Gordon Gekko (Michael Douglas) in disarmo, dopo l’arresto avvenuto alla fine del primo film per insider trading. Gekko, ora, ha un libro da promuovere. Rivolgendosi a una platea universitaria, parla della crisi finanziaria dell’epoca. E cita i genitori che chiedono un’ipoteca da 250.000 dollari sulla casa che ne vale 200.000, e con quei 50.000 corrono al centro commerciale “a comprare la TV al plasma, l’ultimo cellulare, il computer e già che ci sono anche un SUV. E perché non anche la seconda casa? In effetti, conviene. Insomma, lo sappiamo tutti che il prezzo delle case in America sale sempre”.
Con la lente del pre-Lehman, ciò aveva un senso: prima del 2008 i prezzi delle case stavano salendo a livello globale e molti pensavano che avrebbero continuato a salire. Un classico caso di distorsione della disponibilità. Poi è arrivata la crisi, i prezzi sono crollati e molte persone sono finite in un mare di pasticci. Insomma, somministriamoci la giusta dose di lucidità e cautela prima di contrarre un debito per l’acquisto di un immobile, probabilmente una delle principali decisioni finanziarie della vita di ognuno.

Bridesmaids: se la spesa va oltre le nostre possibilità. Rimaniamo per un momento in tema di debiti e spese che non possiamo permetterci. Nel 2011 è uscito il film “Le amiche della sposa” (“Bridesmaids”). Annie Walker (Kristen Wiig) è nei guai: la sua pasticceria ha chiuso, lasciandola al verde e costretta a vivere in un appartamento a buon mercato in condivisione con una strana coppia di coinquilini. Poi la sua migliore amica, Lillian (Maya Rudolph), si fidanza. E con questo arriva un mucchio di spese: l’addio al nubilato, gli abiti da damigella d’onore, il weekend di addio al nubilato.
Oltre a evidenziare l’angoscia emotiva che può accompagnare l’organizzazione del matrimonio, questo film punta i riflettori sulle stravaganze del settore, con la pressione delle aspettative sociali che può indurci a spendere soldi che non abbiamo per stare al passo.Morale della favola: a volte la vita ci mette di fronte a scelte costose, alle quali è difficile dire di no. Ma, all’occorrenza, si deve. Per non ritrovarci a boccheggiare.

The Circle: ogni scelta ha un costo da considerare. E arriviamo al film più recente: “The Circle”, del 2017. Mae Holland (Emma Watson) ha un lavoro noioso e invece sogna di “fare la differenza”. Così, quando ottiene un colloquio presso l’internet society The Circle, è entusiasta. Ma le decisioni prese nella foga del momento non sempre sono le migliori. Mae cerca di piacere e di diventare parte della squadra, ma arriva il giorno in cui scopre che l’azienda sta raccogliendo e utilizzando grandi quantità di dati personali per motivi controversi. Il che le fa scattare la dissonanza cognitiva: accettare in pieno la verità o raccontarsi che tutto sommato l’azienda ha le sue valide ragioni? La risposta arriva dopo un drammatico incidente in cui perde la vita un suo caro amico.
Tratto dall’omonimo romanzo del 2013 di Dave Eggers, “The Circle” affronta i problemi dell’era di internet, ma parla anche delle scelte che facciamo ogni giorno. Quando siamo alle prese con una decisione che riguarda la nostra carriera, dobbiamo valutare ogni aspetto e non solo lo stipendio. Siamo certi che il ruolo si adatti a ciò che vogliamo? E, soprattutto, abbiamo calcolato tutti i relativi costi?