Come aprire un blog di viaggio

Se vi piace viaggiare, gli amici vi chiedono sempre consiglio e avete una scrittura piacevole è giunto il momento di condividere le vostre esperienze con un pubblico più ampio. La nostra guida per iniziare

Siete appassionati di viaggi, avete un certo stile nella scrittura, una lunga lista di mete e relativi indirizzi e gli amici chiedono sempre consiglio a voi prima di organizzare una vacanza. Se vi riconoscete in questo profilo, forse dovreste pensare davvero di aprire un blog di viaggi. L’élite dei travel blogger professionali, con un pubblico abbastanza ampio da poter vivere esclusivamente di questo lavoro, è ristretta ed è complicato accedervi, ma un sito personale di esplorazioni ben raccontate non deve necessariamente diventare un mestiere e può in ogni caso schiudervi la porta a incontri, esperienze e, perché no, inviti. Come in ogni progetto di scrittura, l’ingrediente principale non è affatto segreto ed è il tempo, tanto tempo da dedicare alla missione. Se avete voglia di provarci, questi sono i passaggi del percorso.

Studiate. Questa citazione è di Stephen King ed era rivolta agli aspiranti romanzieri, ma vale anche per i blogger: se non avete il tempo per leggere, non avete nemmeno quello per scrivere. Il primo passo per mettere su il vostro progetto è trascorrere ore a consultare quello che già viene scritto sull’argomento viaggi, per sapere quali sono i blog di riferimento, come lavorano, che luoghi raccontano, quali stili funzionano, che pubblico hanno, cosa va di moda, cosa è abusato, cosa manca al mercato.

Cercate un angolo. Aprire un blog nel 2019 è come arrivare a una festa in corso, nella quale tutti hanno socializzato e si stanno divertendo da molte ore e voi non conoscete nessuno. Scoraggiante? Forse, ma in ogni festa c’è un angolo dal quale partire e una persona gentile con la quale iniziare una conversazione. Il segreto, nei party come nella blogosfera, è portare una storia che nessuno ha ancora raccontato. I blog di viaggio di maggior successo raccontano spesso un angolo specifico nella grande materia che comprende l’esplorazione ludica del mondo: farlo con i bambini, con gli anziani, da anziani, con gli animali, per fare surf, per assaggiare cibo, in cerca di avventura, di musica, di sport. In questa grande pentola c’è sicuramente qualcosa di non raccontato: scegliete un taglio che sia insolito e utile.

Attenti al nome. Ecco uno scoglio che vi terrà fermi per giorni, forse settimane: il nome. Deve essere facile da ricordare, ironico ma professionale, che renda l’idea della nicchia di mercato che avete scelto e preferibilmente in inglese (i vostri interlocutori per l’ospitalità saranno globali, vi servono parole comprensibili in ogni angolo del mondo) e che non abbia ancora usato nessuno. Forse è la parte più difficile, ma una volta trovato il nome avrete anche l’identità, e l’identità è un grande carburante creativo.

Una casa sul Web. Con il nome, avete bisogno di un dominio. Appoggiarvi a una piattaforma già esistente e gratuita è pratico nel breve termine ma squalificante nel lungo: investite in un sito di hosting (i più economici possono costare anche meno di 10 euro all’anno). Se siete a corto di nozioni di grafica e coding affidatevi, a un creatore di siti professionale. Sono piccole spese che aggiungeranno al blog il valore più importante per chi parte da zero: la credibilità.

Ora siete pronti: iniziate a scrivere. Valorizzate il vostro patrimonio di viaggi passati: scrivete articoli e storie su tutti i posti che avete già visitato di recente. Spulciate appunti e foto e cercate tagli insoliti per le mete che conoscete bene. Importante: il travel blogging acquista valore (e pubblico) quando riesce a unire uno stile di racconto piacevole a una grande quantità di informazioni: indirizzi, itinerari, eventi. Siate sempre molto concreti nei vostri post, chi arriva a voi non vuole solo essere ispirato ma soprattutto guidato e informato.

Guardate vicino a voi. Non solo i viaggi passati, ma anche il posto dove vivete può diventare materiale per la vostra attività di travel blogging. Anzi, se scritto bene e con un taglio indovinato, può diventare l’articolo più visto nel corso dei vostri primi esperimenti. Nessuno conosce bene un posto, una città, una provincia, una regione, come chi ci vive, e tanti viaggiatori cercano consigli da insider. Una guida ai bar del quartiere, gli angoli migliori dove fare una passeggiata al tramonto, un percorso tra i negozietti più interessanti della zona: gli spunti possibili sono tanti, e ci sarà sicuramente un viaggiatore in arrivo dalle vostre parti che apprezzerà (e condividerà).

Arricchite gli strumenti.  Ci sono invece un paio di discipline che dovrete imparare a maneggiare per far percorrere tanta strada al vostro blog: il web marketing e l’ottimizzazione per i motori di ricerca. Nessuna realtà digitale, grande o piccola che sia, può avere futuro senza l’uso di questi strumenti. Non servirà una laurea, basta un corso online ben fatto. A questi link ecco una serie di risorse per chi ha bisogno di consigli su quale corso seguire.

Costruite delle relazioni. Il blogger si afferma grazie a due tipi di crescita, entrambe necessarie. La prima è quella dei suoi lettori, la seconda, altrettanto importante, è la reputazione tra gli addetti ai lavori. Presentate il vostro progetto alle agenzie di comunicazione che si occupano per il mercato italiano dei vari enti del turismo e delle catene di alberghi. Frequentate le fiere del turismo, in Italia (come la BIT – la Borsa Internazionale del Turismo di Milano) e in Europa (la FITUR di Madrid, la ITB di Berlino), stringete mani, fate circolare il vostro nome. Più viaggerà lui, più viaggerete voi.

Leggete i blog di viaggi? Quali sono i vostri preferiti?
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