Come migliorare il curriculum in sette passaggi chiave

Siete in cerca di una nuova evoluzione professionale? Allora è il momento di rimettere mano al vostro CV. Ecco tutti i fattori da considerare

L’autunno vi ha messo una certa inquietudine professionale e sentite il bisogno di cambiare aria e cercare nuove sfide professionali? Tra le prime cose da fare c’è rimettere mano al curriculum. Anche se curare le relazioni e il lavoro di networking sono alla base di ogni ricerca di nuova occupazione, non potete comunque prescindere da un cv efficace e ben realizzato. Troppe opportunità vengono sprecate perché non riuscite a usare in modo proficuo il ristretto span di attenzione che i selezionatori hanno da dedicare al vostro curriculum. C’è chi dice che il tempo medio di prima lettura di un cv da parte di chi si occupa di risorse umane in un’azienda sia di 31 secondi, chi addirittura soltanto 6: la certezza è che sarà poco, per questo motivo non avete molti margini di errore. Ecco un po’ di consigli per non sbagliare.

Personalizzazione. La prima consapevolezza da avere è che nessuno può davvero avere un solo curriculum. La chiave è la personalizzazione, modellare il testo a seconda dell’azienda o dell’interlocutore al quale il testo sarà destinato. Conservate nel vostro computer un CV base, con tutte le informazioni già compilate, ma prima di ogni invio modificatelo organizzando le esperienze professionali in base ai potenziali interessi di chi andrà a leggerlo, evidenziando di volta in volta le competenze più rilevanti per quella specifica posizione.

Autenticità. Mentire non serve a niente, i selezionatori passano la vita a leggere curriculum e hanno una certa esperienza nell’individuare dati gonfiati e informazioni esagerate. Siate sobri e accurati nella descrizione del vostro percorso, evitate ogni forma di enfasi: lo scopo non è parlare del vostro Ego. I lettori dei cv fanno molta attenzione alle timeline degli eventi e alla loro coerenza. Se la vostra carriera ha avuto un andamento non lineare, per esempio un brusco cambio di direzione, oppure c’è un buco di qualche anno dovuto a cause esterne, usate la lettera di presentazione per chiarirne i motivi, indicando gli ostacoli che avete dovuto affrontare (e come li avete superati).

Obiettivi. Un percorso professionale non è solo una lista di esperienze e di corsi di formazione, ma racconta una storia, ed è su questo che dovete puntare. Come ogni storia che si rispetti, la parte decisiva sono i desideri del protagonista. È importante che chi andrà a leggerlo abbia chiara non solo qual è la strada che avete fatto fino a oggi, ma anche quella che avete intenzione di intraprendere in futuro. Siate chiari e concisi sui vostri obiettivi e sulle vostre aspirazioni, bastano poche frasi mirate, poste in alto, per trasmettere la direzione che volete dare alla vostra evoluzione professionale futura. Saranno la parte più letta del vostro CV, dedicateci particolare attenzione.

Brand. Un altro modo di vedere la questione – e di conseguenza lavorare al curriculum – è questo: quando inviate il cv state vendendo un prodotto e quel prodotto siete voi. Il testo deve trasmettere un’idea chiara di qual è il vostro brand, di quali sono i suoi valori e qual è la sua utilità. Oltre alla frase di partenza, quella sugli obiettivi del paragrafo precedente, inserite nel testo anche una serie di parole chiave ricorrenti che vadano a ribadire e confermare il concetto. Le keyword saranno utili anche per catturare l’attenzione dei software che fanno un primo screening automatico dei curriculum, ormai sempre più usati dalla aziende.

Dati. Ogni volta che è possibile, provate a circostanziare le vostre affermazioni con dati e numeri a supporto: sono sempre più importanti e apprezzati per valutare il livello del vostro percorso. Che tipo di budget avete gestito in una determinata posizione? Qual è la dimensione degli affari che avete permesso di assicurare al vostro datore di lavoro? Quante persone avete gestito nella vostra squadra? Che risparmio avete permesso di conseguire alle vostre aziende? Sono tutti numeri preziosi, che attirano l’attenzione su di voi.

Personalità. Un essere umano non viene soltanto definito dalla sua carriera e dai master che ha frequentato, sempre più aziende cercano profili umani ricchi e articolati, soprattutto per destinarli alle posizioni lavorative più interessanti. In fondo al curriculum, aprite una finestra sugli altri aspetti del vostro percorso: volontariato, esperienze artistiche, passioni creative, percorsi sportivi sono tutti dettagli che vengono valutati positivamente.

Praticità. Mettete bene in evidenza in che modo potete essere contattati. L’indirizzo di residenza non serve, e se cercate lavoro in una città diversa da quella in cui vivete, può essere anche controproducente. Scrivete bene in evidenza in alto a sinistra il numero di cellulare e l’indirizzo e-mail. Può essere utile aggiungere i vostri riferimenti sui social network, soprattutto quelli a orientamento più professionale (LinkedIn, Twitter), ma soltanto se «presentabili» e curati. Scegliete con cura e sobrietà anche la foto: niente selfie, niente scatti esotici o in vacanza.

Quando è stata l’ultima volta che avete messo mano al vostro curriculum? Raccontatecelo nei commenti.