Coronavirus, tempo di pensare al “dopo”

Passata la fase acuta dell’emergenza sanitaria, molti Paesi rimuovono le misure di lockdown. Intanto Usa e Cina sono di nuovo ai ferri corti

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Arriva il Recovery Fund. La Commissione Ue ha presentato la proposta per il Recovery Fund, uno degli strumenti messi a punto dalle istituzioni comunitarie per risollevare le economie europee colpite dalla crisi. La portata del piano supera le aspettative: i fondi ammontano a 750 miliardi di euro, di cui 500 miliardi di stanziamenti a fondo perduto e 250 di prestiti da restituire. La somma sarà raccolta sul mercato attraverso bond continentali e farà parte di uno sforzo complessivo dell’Ue pari a 3.000 miliardi. All’Italia andrà la fetta più consistente del Fondo, con oltre 172 miliardi, di cui 90 di prestiti e 82 di aiuti. Ma è presto per festeggiare: la proposta deve ancora passare al vaglio dei governi dei Paesi membri, con i Paesi “frugali” – Austria, Danimarca, Svezia e Olanda – che si oppongono ai trasferimenti a fondo perduto. È improbabile che si trovi un accordo prima di luglio – e comunque i fondi non arriveranno prima del 2021.

Fase “2 e mezzo” – Non è ancora un “liberi tutti”, ma il lockdown è sostanzialmente finito (a meno di ricadute che costringano una nuova chiusura): a partire dal 3 giugno è possibile spostarsi tra regioni in Italia, con la possibilità di tracciare i turisti all’arrivo, chiedendo la compilazione di questionari sullo stato di salute che saranno conservati per 14 giorni.

Decreto Rilancio. Intanto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto rilancio (come è stato ribattezzato quello che avrebbe dovuto essere il “decreto aprile”): un pacchetto di misure da 55 miliardi – “come due manovre”, ha rimarcato il presidente del Consiglio Conte – per dare sostegno a famiglie e imprese colpite dalle conseguenze economiche della pandemia. Il decreto prevede 25,6 miliardi di euro per i lavoratori, più di 15 miliardi per le imprese, 3,2 miliardi per la sanità, 1,4 per la ricerca e l’università. E include una serie di bonus per il sostegno alle famiglie – reddito di emergenza, bonus per colf, badanti e lavoratori domestici, bonus per le vacanze in Italia, incentivi per baby sitter e centri estivi, per biciclette e monopattini elettrici. Per i lavoratori, viene prolungata la Cassa integrazione ed è confermato bonus per partite iva e autonomi.

Tutti pazzi per il Btp Italia anti-Covid- Il 18 maggio scorso è stato lanciato il nuovo Btp Italia “anti-Covid”, con tasso minimo garantito dell’1,4%, volto a contribuire alla copertura delle spese relative all’emergenza sanitaria e dei provvedimenti per la ripresa economica dell’Italia. La risposta è stata da record: nei tre giorni di collocamento ai piccoli risparmiatori sono stati raccolti 14 miliardi totali per quasi 384mila contratti, mentre agli investitori istituzionali sono stati assegnati titoli per 8,3 miliardi di euro. Il totale raccolto, pari a 22,3 miliardi di euro, costituisce un record storico di volume per questo tipo di emissione.

Usa e Cina litigano (anche) su Hong Kong. I rapporti tra le due superpotenze – già tesi – sono tornati a deteriorarsi con l’esplosione dell’emergenza sanitaria, con Washington che accusa Pechino di aver gestito male la crisi. A peggiorare la situazione ci si è messa poi una legge presentata dal Parlamento cinese sulla sicurezza nazionale di Hong Kong, con cui Pechino intende aumentare il proprio controllo sull’isola. Il testo – che contiene norme contro secessione, sovversione del potere statale, terrorismo e atti che mettano a rischio la sicurezza nazionale – potrebbe diventare legge entro tre mesi. Gli Stati Uniti hanno condannato le nuove norme e hanno chiesto la convocazione di una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discuterne. Donald Trump minaccia la rimozione dello status speciale di Hong Kong.

Economia italiana in bilico – Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ha evidenziato la situazione di forte incertezza in cui versa l’economia italiana (e non solo). “Nel primo trimestre il PIL in Italia ha registrato una flessione dell’ordine del 5% e gli indicatori disponibili ne segnalano una caduta ancora più marcata nel secondo”. Le stime citate da Bankitalia sono di un PIL dell’intero 2020 che crolla del 9% nello scenario base, e che precipiterebbe a un -13% “nelle ipotesi più negative anche se non estreme”.

Non che Usa e Ue se la passino bene. Nel primo trimestre dell’anno il PIL statunitense è crollato del 5% rispetto all’ultimo trimestre del 2019. E da quando è iniziata la pandemia un lavoratore americano su quattro ha perso il lavoro. Quanto al Vecchio Continente, stando alla presidente della BCE Christine Lagarde l’economia è vicina al quadro più negativo previsto da Francoforte, con un calo tra l’8 e il 12% quest’anno.

Brexit, siamo ancora lì. Le trattative tra Regno Unito e Unione europea per un accordo post Brexit sono di nuovo incagliate sul tema del confine dell’Irlanda del Nord. Il capo negoziatore europeo Michel Barnier ha avvertito l’omologo britannico David Frost che l’Ue non è disponibile a un “accordo a ogni costo”.

La Germania contro la BCE. La Corte Costituzionale tedesca ha accolto il ricorso di alcuni accademici ed economisti tedeschi sulla possibilità che il quantitative easing varato nel 2015 dall’allora presidente della BCE Mario Draghi abbia violato il mandato dell’Eurotower. Nello specifico, si contesta la coerenza del programma di QE con il “principio di proporzionalità” tra l’azione e lo scopo che intende perseguire. Francoforte ha tre mesi di tempo per spiegare le ragioni economiche che hanno giustificato il programma. Non si è fatta attendere la reazione della Commissione europea, che non esclude di aprire una procedura di infrazione nei confronti della Germania.

Argentina (di nuovo) in default. L’Argentina è entrata formalmente in default tecnico, non avendo onorato il pagamento di una scadenza da 500 milioni di dollari e rispetto al quale si era concluso il periodo di grazia dei 30 giorni. È la nona volta nella sua storia che Buenos Aires va in default. L’ultima era stata nel 2014.

Fitch declassa l’Italia. L’agenzia di rating Fitch ha ridotto il giudizio sull’affidabilità del debito pubblico italiano a BBB-, un solo gradino sopra il livello “junk”, spazzatura. L’outlook invece, è stabile. “Il downgrade riflette il significativo impatto del coronavirus sull’economia italiana e sulla posizione di bilancio”, scrive l’agenzia.