Da dipendente a freelance in dieci mosse

Dai risparmi al business plan, dalla rete di contatti alla postazione per lavorare da casa, tutto quello che dovete sapere per un atterraggio morbido nel mondo della libera professione

Avete deciso di arruolarvi nell’esercito delle Partite Iva? In Italia sono circa 5 milioni, ormai costituiscono il 22% della forza lavoro, quella italiana è la percentuale di lavoratori autonomi più alta di tutta l’Unione Europea. Si diventa freelance per scelta, per sfida e per adattarsi a una situazione contingente. Quale che sia il vostro motivo, ecco come prepararsi a questa delicata transizione in dieci mosse.

  1. Calcolate il vostro budget di spesa. Passare dalle certezze dello stipendio al fatturato per sua natura oscillante di una partita IVA implica che per voi sarà ancora più strategico avere un quadro chiaro di tutte le uscite mensili e annuali, per conoscere i vostri margini di manovra economici e finanziari. Potete anche usare delle app per la gestione dei flussi personali, come iSpesa o Money Pro.
  2. Iniziate a risparmiare. È probabile che all’inizio della vostra vita da freelance vi servirà un po’ di spending review, in modo da attutire le difficoltà della transizione senza troppi problemi. Inoltre, come ogni attività imprenditoriale, anche la vostra carriera da freelance avrà bisogno di un investimento economico per partire, e anche in questo caso vi serviranno dei risparmi. Qualche mese prima del passaggio, quindi, iniziate a mettere da parte. Un modo semplice per farlo? Impostare un obiettivo di risparmio sul vostro conto deposito, come Conto Arancio di ING, che vi aiuta con l’impostazione di un accredito automatico periodico dal conto corrente.
  3. Attivate la rete. A ogni freelance servono clienti e la maggior parte dei clienti nella maggior parte dei mercati arrivano attraverso la fiducia e le relazioni interpersonali. Per questo motivo, uno dei passi più importanti da fare in vista della trasformazione in freelance è avvisare tutti i vostri contatti lavorativi che siete sul mercato, lanciare con discrezione tanti ami in attesa che i clienti inizino ad abboccare.
  4. Rinfrescate i profili social. Per lo stesso motivo, nelle settimane precedenti al vostro sbarco sul mercato come consulenti o liberi professionisti, sarà utile mettere mano alle vostre pagine social, soprattutto quelle a carattere più professionale, come Linkedin e Twitter, aumentando il ritmo post, articoli e condivisioni, al puro scopo di farvi notare e creare personal branding. Quando il vostro contratto sarà finito e la vita da freelance iniziata, segnalatelo su questi stessi account, il mercato si crea anche così.
  5. Comprate un dominio personale. Ora che siete sul mercato, avete bisogno di investire in un sito web che sia un portfolio di quello che sapete fare, della vostra esperienza, dei vostri clienti (quando inizieranno ad essercene), con un form per contattarvi. Può sembrare un investimento oneroso (per una buona pagina portfolio non potete spendere meno di 500 euro) ma il ritorno a lungo termine non potrà che ripagarlo.
  6. Studiate le piattaforme. Molti settori hanno degli efficienti aggregatori di profili e offerte di lavoro, che sono ottimi sia per chi cerca un professionista da ingaggiare che per i freelance che hanno appena iniziato e stanno costruendo il proprio parco clienti. Tra le piattaforme generaliste, iniziate con Addlance, Freelancer, Upwork (in inglese).
  7. Scrivete un business plan. Anche se il funzionamento della vostra professione può sembrarvi chiaro e lineare, è sempre meglio mettere le cose per iscritto, aiuta a ragionare meglio, a strutturare i pensieri. Il business plan per un freelance serve a bilanciare le spese con le entrate, a definire gli obiettivi e gli investimenti da fare per raggiungerli, a monitorare i progressi nel corso dei mesi e degli anni.
  8. Incontrate dei mentori. Cercate di mettervi in contatto con persone che hanno scelto la libera professione nel vostro settore e possono guidarvi, farvi da mentori, darvi consigli, aprirvi qualche porta. Non tutti accetteranno, ma quelli che lo faranno saranno una grande risorsa per la vostra fase di startup.
  9. Scegliete il commercialista. È una delle figure più importanti nella vita di un freelance, è molto di più di un semplice compilatore della dichiarazione dei redditi, il commercialista è una guida per cercare le soluzioni fiscali migliori e per tenersi lontano dai guai. Cercate tra i vostri contatti lavorativi la segnalazione di una figura che sia specializzata nel vostro settore.
  10. Organizzate la postazione. Lavoro da casa o co-working? La decisione è sia filosofica che di budget. Se scegliete la strada del lavoro a casa, sarà bene approntare uno spazio adatto: anche se dopo tanti anni in ufficio lavorare dal letto vi può sembrare una bella tentazione, sappiate che al lungo termine non sarà sostenibile. Vi servirebbe una stanza studio, se non ne avete una va bene anche una scrivania, ben illuminata, in un angolo appartato della camera o del salotto.

E voi siete dipendenti o freelance? Riuscireste a passare dall’altro lato della barricata?