Debito pubblico, chi sono i creditori dell’Italia?

Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, a ottobre il debito pubblico italiano superava i 2.335 miliardi di euro, attestandosi al 133% circa del nostro Prodotto Interno Lordo. Ecco chi detiene i nostri titoli

La sostenibilità del pubblico è da sempre uno dei principali problemi del nostro Paese. Di recente, il tema è tornato prepotentemente d’attualità, prima con il braccio di ferro tra governo e Commissione UE per l’approvazione della Legge di Bilancio 2019, poi con l’ingresso ufficiale dell’Italia in una fase di recessione tecnica e con il conseguente taglio delle stime di crescita da parte della stessa Commissione di Bruxelles. Tutti fattori che non lasciano sperare in una rapida riduzione del nostro esorbitante passivo.

Di che cifre stiamo parlando? Secondo i dati diffusi dalla Banca d’Italia, nell’ottobre del 2018 il debito pubblico italiano si attestava a oltre 2.335 miliardi di euro, pari a circa il 133% del Prodotto Interno Lordo: giusto per avere un termine di raffronto, si pensi che il Belpaese è il secondo in Europa con il maggior indebitamento pubblico (la prima è la Grecia, intorno al 182% del PIL), mentre nella zona euro il rapporto debito/PIL viaggia intorno all’86%.

Chi detiene il debito pubblico italiano. Insomma, le cifre fanno pensare. Ma chi sono i creditori dell’Italia? Buona parte del debito pubblico grava entro i confini nazionali, ma una quota consistente pesa anche sulle spalle di istituzioni estere: secondo i dati di Via Nazionale, a ottobre 2018 il 69,9% del debito era suddiviso tra la stessa Banca d’Italia (17% circa, direttamente o attraverso la Banca Centrale Europea), altre istituzioni finanziarie residenti (47% tra banche, assicurazioni e fondi) e “altri residenti”, ovvero piccoli risparmiatori e imprese (5,6%).

In particolare, le due principali banche italiane, UniCredit e Intesa Sanpaolo, hanno in pancia, rispettivamente, circa 66 miliardi di euro e circa 47 miliardi di euro di debito pubblico. Da segnalare anche come dal 2015 in poi la quota di debito pubblico nelle mani della banca centrale sia aumentata dal 4% al 17%, per effetto del programma di QE messo in atto dalla BCE.

E gli investitori esteri? Il 30% del debito del Belpaese invece, pari a oltre 701,7 miliardi di euro, è attualmente nelle mani di creditori esteri. Ma quali banche straniere sono più esposte sull’Italia? Secondo un’analisi condotta da Bloomberg su dati EBA (European Banking Authority), tra le banche estere più esposte al nostro Paese ci sono quelle francesi, prime tra tutte BNP Paribas (143,2 miliardi di euro) e Credit Agricole (97,2 miliardi di euro), seguite da quelle tedesche (specialmente Deutsche Bank, con 29,6 miliardi di euro) e belghe (Dexia con oltre 23 miliardi di euro).