Si alza il sipario sul Green Deal europeo: 1000 miliardi di euro in dieci anni

L’ampio progetto si articola in diverse misure: la prima riguarda la creazione di un fondo per accompagnare i Paesi più dipendenti dal carbone verso la transizione energetica

Quando si fanno investimenti, occorre pensare verde”. È questo il messaggio che la Commissione UE ha voluto lanciare al mondo presentando a Strasburgo l’atteso Green Deal, approvato dal Parlamento Europeo (482 sì, 136 no e 95 astensioni) con l’ambizione di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030, al posto del 40% attualmente previsto.

Obiettivo emissioni zero. Nello specifico, lo European Green Deal punta trasformare il Vecchio Continente nel primo blocco di Paesi a zero emissioni entro il 2050, mobilitando circa 1.000 miliardi di euro nei prossimi dieci anni tra investimenti pubblici e fondi privati.
Certo, “un’Europa verde non vedrà la luce dall’oggi al domani: inserire la sostenibilità al centro del modo in cui investiamo richiede un cambio di mentalità”, ha premesso il vicepresidente della Commissione UE Valdis Dombrovskis. Ma con questo piano “stiamo compiendo un importante passo per raggiungere l’obiettivo”.

Quali sono i contenuti e le tempistiche? L’attuazione del piano avverrà nel tempo tramite diversi strumenti specifici. La prima tappa è costituita dal Just Transition Mechanism, il Meccanismo per una Transizione Giusta: si tratta del motore del progetto, pensato per aiutare i Paesi più dipendenti dal carbone, come la Polonia, a superare i costi finanziari e sociali necessari per allontanarsi dai combustibili fossili. Nei prossimi due anni saranno annunciati 50 provvedimenti legislativi in merito: il primo, già presentato a Strasburgo, riguarda il Just Transition Fund, che rientra nel Just Transition Mechanism. Questo fondo sarà dotato di 7,5 miliardi di nuove risorse, cui si aggiungeranno le risorse derivanti dal cofinanziamento nazionale (30-50 miliardi), dal braccio finanziario InvestEu (30-45 miliardi) e dalla Banca Europea per gli Investimenti (circa 30 miliardi): il totale dovrebbe attestarsi sui 100 miliardi di euro. L’idea è poi quella di destinare almeno il 25% del bilancio europeo agli investimenti “verdi”, quindi circa 485 milioni di euro da investire in dieci anni, fino al 2030. Altri 115 miliardi arriveranno sotto forma di cofinanziamento nazionale degli Stati membri. Poi ci sono i 100 miliardi del Fondo per una Transizione Giusta. Quel che rimane sarà raccolto dalla BEI e dai privati che sfrutteranno il piano InvestEu.

I criteri per suddividere i fondi. La distribuzione del denaro tra i Paesi membri si baserà su alcuni criteri, tra cui la presenza di emissioni nocive, l’occupazione nei settori del carbone e della lignite, la produzione di torba o di scisti bituminosi. “Tutti i Paesi europei riceveranno un aiuto, ma l’allocazione dipenderà dall’intensità dei problemi ambientali”, ha precisato la commissaria ai Fondi di coesione Elisa Ferreira. Per l’Italia si parlerà probabilmente di centinaia di milioni, ha precisato Paolo Gentiloni, commissario agli Affari economici, invitando comunque a non concentrarsi sulle cifre per i singoli Paesi ma sulle potenzialità “di questa sfida che cambierà nei prossimi dieci anni il modo di consumare, di abitare e di alimentarsi, se davvero vogliamo arrivare all’obiettivo della neutralità climatica”. Il Meccanismo UE per una Transizione Giusta, ha precisato Gentiloni, “può certamente riguardare l’Ilva: la Puglia e la zona di Taranto sono le tipiche situazioni, come il Nord della Macedonia, dove è necessaria la transizione a energie che utilizzino meno intensamente il carbone. Questo non vuol dire che i problemi dell’Ilva saranno risolti dal Just Transition Fund”.

I pilastri del Green Deal. Tornando al quadro più generale, il Green Deal si articolerà nel corso del decennio su tre dimensioni, come si legge sul sito web della Commissione UE.

  • Finanziamenti: come detto, saranno mobilitati almeno 1.000 miliardi di euro di investimenti sostenibili nel prossimo decennio: è la quota di spesa più alta mai destinata dal bilancio UE a clima e tutela ambientale. In questo campo, la Banca Europea per gli Investimenti giocherà un ruolo chiave.
  • Messa in atto: saranno previsti incentivi per sbloccare e riorientare gli investimenti pubblici e privati. L’UE fornirà strumenti agli investitori mettendo la finanza sostenibile al centro del sistema finanziario e faciliterà gli investimenti sostenibili da parte delle autorità pubbliche incoraggiando il green budgeting e gli appalti pubblici, e progettando modalità per snellire le procedure di approvazione degli aiuti di Stato per le regioni in transizione.
  • Supporto pratico: la Commissione fornirà supporto alle autorità pubbliche e ai promotori di progetti nella pianificazione e nella realizzazione di progetti sostenibili.

“Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita. Ci consentirà di ridurre le emissioni e di creare posti di lavoro”, ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, che fin da subito ha messo la sfida ambientale in cima alla lista delle priorità del suo mandato. Riuscirà l’UE laddove finora le grandi potenze sviluppate ed emergenti hanno fatto melina? Vedremo.