Offerte mobile: come difendersi dalle rimodulazioni degli operatori

L’abitudine degli operatori telefonici mobili di “ritoccare” le offerte è sempre più diffusa. Cosa prevede la normativa e come comportarsi in caso di modifiche unilaterali del contratto

Oltre ai costi extra in caso di viaggi all’estero, c’è un altro problema da affrontare per quanto riguarda i costi della telefonia mobile. Parliamo delle cosiddette rimodulazioni, quelle che tecnicamente vengono definite “modifiche unilaterali del contratto”. Ma di cosa si tratta? In pratica sono variazioni economiche, tecniche o legali delle offerte di telefonia mobile, ma non solo. Quello delle rimodulazioni e dei ritocchi a rialzo delle tariffe è infatti un fenomeno piuttosto trasversale, che riguarda anche i contratti di telefonia fissa e quelli delle pay tv.

I rincari dell’estate da parte degli operatori: anche 2 euro in più al mese. Quest’estate un po’ tutti gli operatori tradizionali hanno comunicato a scaglioni gli aumenti sulle offerte ricaricabili, imponendo incrementi compresi tra 0,99 e 1,99 euro mensili. In alcuni casi gli operatori hanno tentato di mitigare i rincari proponendo traffico dati extra o aumentando le soglie previste dal piano tariffario. Sta di fatto che, a conti fatti, da un giorno all’altro migliaia di consumatori si sono visti ritoccare la spesa mensile per la propria offerta. E l’estate non è certo l’unico momento in cui gli operatori telefonici approfittano per rivedere a rialzo le proprie offerte: perciò occhi sempre ben aperti e tenete sotto controllo eventuali comunicazioni arrivate via sms.

Cosa prevede la normativa sulle variazioni delle offerte. Stando a quanto previsto dall’articolo 70 del Codice delle Comunicazioni, gli operatori possono modificare in qualsiasi momento le condizioni contrattuali ed economiche delle proprie offerte. Questo vale per tutte le tipologie di piani tariffari, quindi anche per quelli pubblicizzati e venduti come “per sempre”. L’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, prevede tuttavia regole precise per comunicare queste variazioni al cliente finale. Gli operatori devono provvedere a informare i consumatori con un preavviso di almeno 30 giorni dall’entrata in vigore delle nuove condizioni e, contestualmente, devono dare tutte le indicazioni complete riguardo la possibilità di recedere dal contratto in essere. La comunicazione deve essere trasparente e contenere tutti gli elementi utili, senza obbligarvi a recuperare queste informazioni altrove o sul loro sito.

Vi hanno modificato la tariffa? Le mosse da seguire. Se vi hanno comunicato la modifica unilaterale del contratto, una volta ricevute le informazioni, avete la facoltà di valutarle e decidere se accettarle o meno. In caso di mancata risposta da parte dell’utente, si intendono implicitamente accettate ed entrano in vigore nei termini definiti. E in caso contrario? Se la variazione contrattuale comunicata dal vostro operatore non vi convince o se, semplicemente, avete trovato un’offerta più conveniente, potrete recedere gratuitamente dal contratto senza penali entro i 30 giorni che precedono l’entrata in vigore delle nuove condizioni. In alternativa, potete cambiare operatore e richiedere la portabilità del vostro numero di telefono, in entrambi i casi sono operazioni a costo zero. Nella maggior parte dei casi, basterà fare richiesta al nuovo operatore ricevente e lo stesso inoltrerà la richiesta al vecchio operatore. Il nuovo operatore, quindi, prenderà il controllo della numerazione e invierà le richieste di aggiornamento a tutti gli operatori. Ogni operatore, in ogni caso, vi fornirà, sul proprio sito, maggiori dettagli sulla procedura da seguire.

Il vostro operatore vi ha mai comunicato l’aumento della tariffa?

Raccontateci come vi siete comportati!