Generazione podcast: come creare il vostro

È il prodotto digitale più richiesto del Web: tutti li ascoltano, tutti possono crearne uno. Ecco cosa vi serve

E così avete in mente anche voi di creare un podcast? È un’idea eccellente, il podcast è uno dei segmenti dell’informazione in maggiore crescita nel mondo, è riuscito a occupare quella nicchia di spazio, tempo e abitudini che soltanto l’ascolto digitale poteva presidiare. Oggi milioni di persone li ascoltano mentre vanno al lavoro, tornano dal lavoro, puliscono casa, viaggiano o si allenano. Basti pensare che a livello globale il fatturato generato dalla pubblicità in questo settore è stato di 479,1 milioni di dollari e la proiezione lo vede più che raddoppiato già nei prossimi due anni. Secondo una ricerca congiunta di Interactive Advertising Bureau (IAB) e PwC, l’industria del podcast sfonderà il primo miliardo di dollari entro l’anno 2021. La notizia eccellente (per voi) è che per entrare in questo mercato servono soprattutto buone idee e grande capacità narrativa nel veicolarle, mentre i mezzi tecnici ed economici per provare l’impresa sono davvero minimi. Insomma, tutti possono fare un tentativo, ed ecco come procedere.

Punto uno: concepire il podcast. Il primo passo è quello più divertente, stimolante, rischioso e complesso: farvi venire un’idea e affinarla al punto da trasformarla in un valido prodotto editoriale. Se siete arrivati fino a questo punto, è possibile che siate innanzitutto grandi consumatori di podcast, quindi avete già una visione chiara su quello che offre il mercato e soprattutto di quello che manca, del contribuito che soltanto voi potete dare. Il tema ideale deve essere un argomento che conoscete in profondità e sul quale potete dare uno sguardo da insider (magari raccontando dall’interno come funziona un determinato contesto o settore lavorativo), una prospettiva storica (e qui potete ripercorrere storie del passato, per esempio, in campi come lo sport o la musica) o ancora un’apertura verso prospettive o angoli inediti, permettendo all’ascoltatore di fare nuove scoperte. La cosa più importante è che il prodotto sia serializzabile, che il vostro tema possa essere diviso in puntate e capitoli.

Punto due: registrare il podcast. Avete un’idea, avete scritto dei testi e siete pronti a lanciarvi: cosa manca? L’attrezzatura tecnica, hardware e software. Come detto, non serve molto, ma sconsigliamo di lanciarvi nel progetto senza un minimo di investimento tecnico. State creando un prodotto esclusivamente audio, la qualità sonora è decisiva, ragion per cui non è il caso di registrare usando il vostro smartphone. Acquistare un microfono è la soluzione migliore, ne esistono di ottimi a prezzi contenuti, collegabili al vostro laptop attraverso la porta USB, come il Samson Meteor Mic (67 euro) o CO1U Pro (74 euro). Un’aggiunta utile, se la vostra dizione è ancora da migliorare, può essere un filtro antipop (circa 10 euro): si inserisce tra voi e il microfono, addolcisce il parlato e smussa le distorsioni, soprattutto quelle legate alle p e alle b (le consonanti «esplosive»). Per quanto riguarda il software, avete bisogno di un programma di editing audio che vi permetta di montare il testo che avete letto pulendolo dalle pause, tagliando gli errori e aggiungendo un leggero sfondo musicale. Il più usato programma di editing audio si chiama Audacity ed è gratuito.

Punto tre: distribuire il podcast. Dopo aver ideato, scritto, registrato e montato, avete un podcast, complimenti! Arrivati a questo punto, avete di fronte a voi la sfida più grande per ogni creatore di contenuti, farli conoscere e apprezzare, distribuirli e trovare un pubblico. Per fortuna la scena dei podcast è abbastanza ricca, variegata e piena di consumatori affamati di novità. Ci sono diverse piattaforme che vi permettono di avere accesso al vostro futuro pubblico. Le comunità più ampie in Italia sono sicuramente quelle su Spreaker e Spotify, che di recente si è aperta anche ai podcast. Per quanto riguarda Spotify, la procedura viene resa più complessa dal fatto che per arrivarci dovete passare da una piattaforma di hosting (usando proprio Spreaker, oppure altri servizi come Anchor o Pinecast). Spotify permette la pubblicazione diretta solo a produttori già noti e affermati. A questo punto inizia la sfida del marketing, dovete fare del vostro podcast un brand. Inevitabile l’apertura di profili social attraverso i quali promuovere le nuove puntate e magari diffondere contenuti e approfondimenti extra. La strada è solo iniziata, buona avventura!

E voi, ascoltate i podcast? Quali sono i vostri preferiti?