Pannelli fotovoltaici in affitto: quanto conviene?

Sulla scia di realtà consolidate in Nord Europa, è arrivata anche in Italia la possibilità di noleggiare pannelli fotovoltaici per produrre energia in autonomia. Vediamo chi può farlo e quando conviene

Oltre il 36% dell’energia prodotta in Italia lo scorso anno era rinnovabile. Lo conferma l’ultimo rapporto mensile di Terna, uno dei principali operatori europei di reti per la trasmissione di energia. Messa a confronto alle altre risorse (idroelettrica ed eolica in primis), il fotovoltaico registra però un lieve calo, dell’1,3%, sul 2018.
Eppure l’interesse e la sensibilità per forme di energia alternativa continuano a crescere e ora, come già avviene in Nord Europa e in altri paesi, debutta anche in Italia il noleggio degli impianti fotovoltaici. Ma come funziona questo sistema e quanto si risparmia?

Come funziona il noleggio di un impianto. Se avete in mente di installare un impianto fotovoltaico sul tetto della vostra casa ma non volete fare grossi investimenti, potete scegliere il noleggio. Al momento a proporre questo servizio in ambito italiano è Green Genius, realtà parte della Modus Group che opera anche in Bielorussia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Spagna, recentemente premiata nella 24esima edizione di Economdo di Rimini. In pratica Green Genius chiede il pagamento di un canone di noleggio mensile in base all’energia prodotta. La società si occupa direttamente anche della manutenzione e dell’eventuale smaltimento dell’impianto a fine vita. Il cliente firma un contratto di 15 anni con l’azienda e non diventa proprietario dell’impianto, non ha vincoli se non quello di comunicare la volontà di recedere in qualsiasi momento, almeno tre mesi di anticipo.
Green Genius non è l’unica a fornire questo tipo di servizio: più recentemente, infatti, anche Tesla ha lanciato sul mercato SolarRoof, il noleggio dei pannelli solari invisibili disponibile anche in Italia. La società propone l’impianto in tre diversi formati, a seconda della quantità di kWh prodotti giornalmente: Small, da 3 kW e con una produzione media dagli 8 agli 11 kWh al giorno, Medium, da 7,6 kW con una produzione media tra i 16 e i 23 kWh al giorno e Large, da 11,4 kW con una produzione media dai 24 ai 34 kWh al giorno. La tecnologia si basa sull’accumulo di energia durante il giorno che viene immagazzinata tramite una batteria Powerwall integrata: l’energia può quindi essere utilizzata in qualsiasi momento della giornata.
E quanto può costare l’installazione un impianto Solarglass? I prezzi sul mercato europeo non sono stati ancora resi noti, ma negli Stati Uniti il costo si aggira sui 50 dollari per la versione Small. Se decidete di installare un impianto Solarglass, inoltre, potrete anche scegliere di acquistarlo completamente: i costi che si aggirano sui 9.500 dollari per la versione Small.

Quanto si risparmia e a chi conviene. Le ipotesi di risparmio sono piuttosto variabili e sono vincolate a diversi fattori, in primis l’esposizione del tetto e quindi il corretto direzionamento dei pannelli installati. Anche quanta energia si consuma nel momento della produzione è un fattore importante nel determinare il risparmio complessivo. L’energia che viene prodotta dall’impianto installato sopra il vostro tetto e che non viene consumata, viene infatti immessa in rete per poi essere ricompensata economicamente dal Gestore servizi energetici (GSE) che effettua un bonifico a vostro favore due volte all’anno.
Stando alle stime diffuse da Green Genius, per un nucleo familiare standard con spesa bimestrale pari a 150 euro si parla di bollette alleggerite del 20% circa in un anno. Di fatto si riesce ad abbattere il costo per kilowattora, passando dagli 0,21 euro attuali (costo medio per chi compra energia elettrica dall’operatore statale) agli 0,11 euro. L’utente paga quindi l’energia a prezzo agevolato, risparmiando di fatto 10 centesimi di euro per kWh. Tra il target principale di questi servizi non ci sono soltanto gli utenti finali, ma anche le aziende che, a differenza di un’utenza domestica, possono sfruttare l’energia autoprodotta per più tempo durante l’arco della giornata, arrivando a coprire anche l’80% del fabbisogno energetico complessivo. Senza considerare che per le aziende diventa sempre più importante avere (e mostrare) un’anima green: i ritorni in termini di pubblicità e di reputazione sono sempre più evidenti per le realtà che fanno azioni concrete per il bene dell’ambiente.

Avete mai pensato di autoprodurre energia utilizzando pannelli fotovoltaici o altri sistemi? Diteci tra i commenti come vi siete mossi e cosa fate nel vostro piccolo per il bene del pianeta.