Siete offline o c’è guasto? Come capire l’origine dei disservizi tecnologici e correre ai ripari

Ecco alcuni trucchi per fare "autodiagnostica" dei propri gadget e monitorare la vita dei servizi online più diffusi. Con un obiettivo: tornare online il prima possibile

Succede: siete a casa, il vostro smartphone o il pc non si connettono a internet e non capite perché. E’ frustrante, anche perché moltissime funzioni e applicazioni senza connessione, sono inutili. Cosa fare? Per correre ai ripari, è necessario capire le cause del problema. Nel frattempo, sempre meglio essere attrezzati con un  un kit di app da utilizzare anche offline, come abbiamo già raccontato.

Si inizia dal router. È il dispositivo che porta Internet in casa. Nella maggior parte dei casi, tra i led sulla sua scocca c’è n’è uno che indica lo stato della connessione: se è fisso o di colore verde tutto funziona. Se è rosso o lampeggiante, probabilmente il problema di connettività è a monte. In quest’ultimo caso, potete spegnere il dispositivo, attendere almeno un minuto e provare a riaccendere. Se non cambia nulla, provate a controllare anche i cavi.

Controllate i cavi. Il primo cavo da controllare è quello “in ingresso”, responsabile dell’adsl o della fibra ottica. Staccatelo e reinseritelo. Poi potete passare ai cavi della rete locale. È sempre consigliabile avere un cavo LAN in più di tipo RJ-45 (ecco com’è fatto). Se avete a disposizione un portatile, potete collegarlo attraverso questo sistema di riserva: se riuscite a navigare, allora il problema può riguardare gli altri cavi (che andranno sostituiti) oppure il segnale wifi. Se invece non siete riusciti a risolvere, è il momento di chiamare il vostro operatore per segnalare un possibile guasto.

Un check della velocità. Un altro modo per verificare cosa sta bloccando la connessione e visitare il sito Speedtest. Avviatelo su tutti i dispositivi (preferibilmente sia via wifi sia con il cavo), per capire se Internet è lenta in tutta la casa oppure il problema è circoscritto a un dispositivo o a stanze particolari. È importante controllare anche il valore del “ping”: indica quanto tempo passa tra la richiesta di un pacchetto di informazioni e la sua ricezione sui vostri device. Più è basso, meglio è. A influenzare in modo negativo questo valore ci sono: il numero di dispositivi connessi alla rete (magari ne abbiamo troppi e conviene staccare qualcosa) e l’affollamento dei canali wifi, che vedremo tra poco. Se, invece, i dati dello speedtest risultano buoni, il rallentamento potrebbe dipendere dal browser. Su VoceArancio, abbiamo spiegato cosa fare per ottimizzarlo e guadagnarne in prestazioni.

Verificare il wifi. Le reti senza fili sono soggette a interferenze, che possono bloccare il segnale o rallentarlo. Il wifi viene trasmesso su diversi canali (un po’ come quelli televisivi) per non sovrapporsi alle altre reti presenti nelle vicinanze.

  • Innanzitutto posizionatevi più vicino possibile al router (la distanza è un fattore determinante nel degrado del segnale), poi scaricate Analizzatore Wifi (su dispositivi Android), WiFi Analyzer (su Windows) o l’omonima app per iOS.
  • Questi software ci mostrano grafici a “onde” sovrapposte: corrispondono al numero di reti sui singoli canali: se la vostra rete deve combattere con altri segnali, allora è meglio spostarla sul canale più libero. Per farlo bisogna intervenire sui settaggi del vostro router: le procedure sono molto diverse tra loro, ma – nella maggior parte dei casi – dovete navigare tra le opzioni del wifi e scegliere “canali” o “channels”.

Scegliere il canale wifi ideale permette di avere una connessione ottimale in tutte le stanze della casa. Se invece, le zone più lontane continuano a non essere coperte, potete acquistare un “range extender wireless” (i più economici costano circa 20 euro).

Il reset delle connessioni. Se, finora, niente è stato efficace, può essere ricominciare daccapo: cancellate la connessione wifi dai vostri dispositivi e reinserite la password. Con Windows e Mac, inolter, è possibile far assegnare un nuovo indirizzo dal router.

  • Da Windows, aprite il prompt dei comandi (con la combinazione di tasti start+R e poi scrivete “cmd”). A questo punto inserite questi comandi separatamente, premendo ogni volta invio: “ipconfig /release”; poi è “ipconfig /renew” e, infine, “ipconfig /flushdns”.
  • Con un Mac invece aprite il terminale (combinazione di tasti cmd+spazio e poi scrivete “terminale”. A questo punto lanciate questi due comandi “sudo ipconfig set en0 BOOTP” e poi “sudo ipconfig set en0 DHCP” (premete invio dopo ogni riga).

Siete sicuri che il problema riguardi voi? Per verificarlo, una risorsa utile è Downdetector.it. È un sito che controlla l’operatività di moltissimi servizi: dagli operatori telefonici, alle più diffuse piattaforme online. Se Downdetector segnala un disservizio diffuso – purtroppo – non resta che aspettare.

Qualche dritta per i più esperti. Per chi ha dimestichezza con le reti, suggeriamo due servizi che permettono di monitorare anche gli aspetti più profondi dei network: il primo è Wireshark il secondo è Fing, disponibile anche per iOS e Android. Infine, i problemi possono dipendere chi si sta “agganciando” abusivamente alla rete. Allora conviene entrare nei settaggi del vostro router (l’indirizzo è segnalato sul manuale di istruzioni), verificare i dispositivi connessi e resettare subito le password del wifi. E voi? Qual è il disservizio di connessione più frequente che avete affrontato? E in che modo lo avete risolto?