Smart cooking: strumenti per cucinare meglio, spendendo poco

Sottovuoto, coltivazioni idroponiche per gli aromi, pentole e termometri smart e tanto altro: ecco come la tecnologia ci aiuta in cucina

Cucinare in modo smart grazie alla tecnologia non significa necessariamente attrezzare la cucina con schermi touch screen e bracci robotici, sul modello dell’MK1 di Moley. In questo articolo vi racconteremo come – con dispositivi alla portata di tutti – è possibile preparare pietanze più gustose, salutari e impiegando meno fatica. Uniremo elettronica e tradizione lasciando da parte i gadget fantascientifici, andremo oltre l’utilizzo degli smart speaker che vi guidano nella preparazione di ricette e approfondiremo come la tecnologica può cambiare il modo di cucinare.

Sottovuoto e a bassa temperatura: la cucina sous-vide. Fino a poco tempo fa era una tecnica professionale e costosa, il sottovuoto è ora accessibile. La tecnica sous-vide (“sotto vuoto” in francese) è l’evoluzione della cottura a bagno maria: con questo approccio si possono cuocere pesce, carne e verdure senza fatica. Il tutto avviene in maniera lenta, ma totalmente automatica: il segreto è nella bassa temperatura, uniforme e costante. Il risultato? Pietanze più gustose e morbide. Senza rischiare di bruciare il cibo o di lasciarlo poco cotto. Tutto ciò che serve è un contenitore, una busta in plastica nella quale verrà creato il vuoto e un “roner” elettronico che si occupa di riscaldare l’acqua e di gestire i tempi. È possibile entrare nel mondo del sous-vide con il kit Vpcook, che include anche un ricettario (prezzo: circa 77 euro).  Anova invece offre un prodotto premium, con un roner wifi e un’app dalla quale consultare le ricette. In questo caso, il prezzo sale a 200 euro.

Instant Pot: le pentole a pressione tecnologiche. Arrivate da poco in Italia, queste pentole hanno una resistenza elettrica che si occupa di scaldare l’acqua e una serie di controlli che rendono le impostazioni semplici: tempi e modalità di cottura si possono settare con pochi tocchi. Le Instant Pot hanno un doppio scopo: da un lato velocizzare la preparazione di pietanze che richiedono tempi molto lunghi (come risotti o legumi), come facevano le tradizionali pentole a pressione; dall’altro sfruttare l’approccio “slow cooking” e cioè cuocere le pietanze a bassa temperatura per mantenere – ad esempio – le carni mantenendole morbide. Questo tipo di stoviglie infatti non fanno attaccare i cibi sul fondo e sono molto facili da pulire. I prezzi partono da circa 100 euro per il modello da 3 litri, ma spesso è possibile trovare le Instant Pot in offerta. Se invece vi interessa solo la cottura lenta, esistono molti brand che offrono “slow cooker” elettronici a meno di 50 euro.

Termometri smart per non sbagliare la cottura. Non c’è niente di più frustrante di dedicare tempo alla preparazione di una pietanza e poi tirarla fuori dal forno bruciacchiata. Comprendere i tempi di cottura ideali è quasi un’arte: questi dipendono dalle pentole, dagli elettrodomestici, dal fatto che gli ingredienti siano freschi o congelati. La soluzione? Misurare la temperatura dall’interno delle pietanze. In commercio esistono termometri con sonde che possono misurare sia il forno sia la carne (o il pesce) e comprendere quando la temperatura ideale è stata raggiunta. Con circa 30 euro è possibile acquistare il modello della Inkbird: ha due sonde e si collega via bluetooth allo smartphone, dove un’app permette di impostare allarmi e “delay” in caso di prodotti surgelati. Con un investimento maggiore c’è il termometro Meater che – attraverso l’app o il collegamento a uno smart speaker – offre un sistema di cottura assistito: rileverà in automatico i tempi in base al tipo di pietanza, al livello di cottura desiderato e suggerirà se bisogna abbassare la temperatura. In questo caso però il prezzo sale a circa 90 euro.

Un orto in miniatura sempre a disposizione, con le serre idroponiche. In casa non c’è spazio per coltivare il basilico, il prezzemolo o i pomodori. Ma la freschezza degli aromi spesso fa la differenza. Per fortuna, negli ultimi anni, i prezzi delle serre tecnologiche si sono abbassati molto: si chiamano idroponiche perché permettono la coltivazione in acqua e non nel terreno (ciò significa meno manutenzione e meno sporcizia) e, con led controllati elettronicamente, fanno crescere gli aromi anche se le stanze sono buie. Poi una piccola centralina avverte quando bisogna aggiungere sostanze nutritive per favorire la crescita, qualunque sia la stagione. Un modello base, del brand AeroGarden, si può tranquillamente collocare su una mensola in cucina e costa poco più di 50 euro. Se avete più spazio a disposizione e più denaro da investire, esistono modelli più grandi come gli indoor garden di Klarstein, che permettono di ospitare fino a 28 piantine. In quest’ultimo caso il costo è di circa 190 euro.

E voi, amate farvi aiutare in cucina dalla tecnologia? Qual è la vostra esperienza?