Spese universitarie, le voci detrabili nel 2019

Dall’iscrizione a un master alle rette per frequentare un ateneo europeo, fino agli affitti per studenti fuori sede: ecco tutte le voci detraibili dal 730 per chi frequenta l’università

Lo scorso marzo, il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) ha pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto che, come ogni anno, fissa i limiti di spesa massima da portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi 2019 per gli studenti universitari. Contrariamente a quanto si era ipotizzato in un primo momento, non ci sono state variazioni rispetto a quanto previsto lo scorso anno. Chi frequenta università pubbliche o private, chi si iscrive a un corso di laurea triennale o a un master universitario di primo o di secondo livello, perciò, potrà scaricare il 19% degli importi pagati per l’iscrizione e per il pagamento delle rette, secondo alcuni limiti precisi. Chi sceglie il modello precompilato troverà queste voci già inserite nella propria dichiarazione. Chi sceglie la via tradizionale, invece, dovrà indicarle quadro E sezione I: è bene ricordare di conservare la copia dei bonifici effettuati, dei bollettini MAV o dei bollettini postali di pagamento.

Limiti di detraibilità da Nord a Sud. Le spese relative all’iscrizione e al pagamento delle tasse universitarie versate nel 2018 possono essere detratte con la dichiarazione dei redditi 2019. Questa possibilità esiste sia per chi frequenta corsi di laurea triennale che a ciclo unico, in università pubbliche e private. La soglia massima detraibile è diversificata in base all’area geografica in cui si trova l’ateneo e a seconda dell’area disciplinare del corso frequentato. Sono inclusi anche i corsi di laurea frequentati all’estero in uno dei paesi dell’Unione europea: in questo caso fa fede l’area disciplinare di riferimento e, per l’area geografica, si considera quella in cui lo studente ha il proprio domicilio fiscale.

Area disciplinare Area geografica
Nord Centro Sud e Isole
Medica 3.700 euro 2.900 euro 1.800 euro
Sanitaria 2.600 euro 2.200 euro 1.600 euro
Scientifico-tecnologica 3.500 euro 2.400 euro 1.600 euro
Umanistico-sociale 2.800 euro 2.300 euro 1.500 euro

Post laurea: dottorati di ricerca e master universitari. Il Miur ha inoltre stabilito le soglie massime di detraibilità anche per chi frequenta corsi post laurea come dottorati di ricerca, di specializzazione e master universitari di primo e secondo livello. Esistono anche in questo caso limiti di detraibilità che variano a seconda di dove si trova l’ateneo frequentato: Nord (3.700 euro), Centro (2.900 euro), Sud e Isole (1.800 euro). Ricordiamo che agli importi indicati (compresi quelli nella tabella) bisogna sommare l’importo della tassa regionale per il diritto allo studio.

Studenti fuori sede: come recuperare il 19% dell’affitto. Gli studenti fuori sede possono contare anche sulla detrazione del 19% sulle spese sostenute per l’affitto. La condizione per usufruire di questa agevolazione è che l’ateneo si trovi ad almeno 100 chilometri di distanza dal Comune di residenza e in una provincia diversa. L’importo massimo da portare in detrazione è di 2.633 euro all’anno e sono agevolabili anche i canoni di locazione pagati per la frequenza di università all’interno di uno stato dell’Unione europea, eccetto per i periodi di studio all’estero come quelli relativi ai progetti Erasmus. Per usufruire di questa agevolazione è necessario un contratto di affitto regolare (anche intestato ai genitori), le ricevute dei pagamenti o le copie dei bonifici effettuati. Può essere recuperato il 19% anche delle rette versate per residenze presso enti per il diritto allo studio, convitti e collegi universitari.

Quali altre spese vorresti che venissero inserite tra le detraibili il prossimo anno? Scrivicelo nei commenti.