Telefonate moleste, gli strumenti per difendersi

Una legge dello scorso anno ha introdotto due importanti strumenti che mettono un freno alle chiamate commerciali insistenti. In attesa che la normativa venga attuata pienamente, ecco gli strumenti per difendersi

L’assillo delle telefonate promozionali a qualsiasi ora del giorno e nei fine settimana diventerà un lontano ricordo? In fondo lo speriamo un po’ tutti. La legge prevede già regole più stringenti per gli operatori ma, in attesa che vengano applicate da tutti, ci sono alcune semplici regole da seguire per evitare di essere tartassati:

  • Attenzione quando prestate il consenso. Nonostante regole più severe introdotte anche grazie al GDPR, è sempre bene prestare attenzione al consenso del trattamento dei nostri dati. Quando acquistiamo un prodotto o ci registriamo su una piattaforma online, infatti, abbiamo spesso tre condizioni da accettare per proseguire con l’operazione. Generalmente solo una è connessa all’erogazione del servizio stesso. Le altre non sono obbligatorie e prevedono il nostro benestare a essere ricontattati a fini statistici o di marketing: ricordiamoci quindi di non selezionare (o di de-selezionare) queste voci prima di procedere. In tutti i casi è buona norma prendersi qualche minuto per leggere le condizioni prima di proseguire.
  • Iscrivetevi al Registro pubblico delle opposizioni. Un’altra soluzione può essere quella di inserire il nostro numero di telefono fisso nel Registro delle opposizioni. Di cosa si tratta? In pratica è un elenco pubblico di cittadini che non desiderano ricevere chiamate promozionali o commerciali, a cui è possibile iscriversi gratuitamente. Attraverso il registro gli iscritti possono quindi tutelare la propria privacy ed esprimere il diritto d’opposizione al telemarketing. Possono essere iscritte tutte le numerazioni fisse inserite negli elenchi telefonici pubblici, seguendo una delle modalità previste: online, via telefono, tramite raccomandata, fax o email.
  • Bloccate le telefonate dei call center in entrata. È la soluzione più drastica, ma anche la più efficace. Tutti gli smartphone hanno infatti la possibilità di inserire i numeri in entrata in una black list: uno strumento molto ultile per evitare di essere disturbati. Dopo aver risposto alla telefonata ed essersi accertati che si tratta di un call center, basterà selezionare il numero di telefono e bloccarlo. A questo punto da quella numerazione sarà impossibile ricevere ulteriori chiamate, a meno che non arrivino da un’altra numerazione. Insomma, potrebbe essere il caso di armarsi di pazienza e bloccare singolarmente ogni singolo numero in arrivo dalla stessa società: un’attività certosina di cui potreste beneficiare nel lungo termine.

Una legge per mettere un freno alle telefonate insistenti. La legge n. 5/2018 emanata lo scorso anno ed entrata in vigore a febbraio 2018 ha messo le basi per un utilizzo più consapevole dello strumento del telemarketing e ha stabilito nuove linee guida per le aziende che utilizzano questo metodo per promuovere le proprie attività. Un primo punto riguarda l’utilizzo del Registro pubblico delle opposizioni, di cui abbiamo parlato precedentemente. La legge prevede che gli operatori che utilizzano sistemi di pubblicità e di vendita telefonica o che effettuano ricerche di mercato consultino obbligatoriamente il registro e provvedano ad aggiornare costantemente le proprie liste. Questo deve avvenire mensilmente o, comunque, precedentemente all’avvio di ogni campagna promozionale.

Due prefissi univoci per identificare pubblicità e indagini statistiche. Gli operatori che svolgono attività di call center rivolte a numerazioni nazionali fisse o mobili sono obbligati a rendersi identificabili. L’Agcom ha predisposto due prefissi specifici, volti a identificare e a distinguere in modo univoco le chiamate telefoniche finalizzate ad attività statistiche, quelle destinate alle ricerche di mercato o con scopo commerciale. Il prefisso 0843 identificherà chiamate ricevute per attività statistiche, mentre lo 0844 sarà riservato ad attività di pubblicità, vendita o ricerche di mercato. Gli operatori devono adeguare tutte le numerazioni telefoniche utilizzate per i servizi di call center, anche se delocalizzati.

Stop alle telefonate in arrivo da numeri privati. Un’ultima novità riguarda l’identificabilità dei numeri, che si traduce con lo stop alle telefonate in entrata da numeri privati. Oltre ad avere la possibilità di avere ben chiaro da subito l’obiettivo della telefonata, infatti, il cliente dovrà essere messo nelle condizioni di poter richiamare lo stesso numero. Per favorire una corretta identificazione dell’azienda, l’Agcom ha istituito un servizio che aiuta gli utenti a individuare i call center che ci chiamano, così da evitare possibili truffe. Basta inserire il numero di telefono nel campo del form disponibile online per risalire all’anagrafica delle società di call center sulla base delle informazioni dichiarate dalle società al Roc, il Registro degli operatori di comunicazione.

Avete un metodo infallibile per difendervi dalle telefonate insistenti dei call center? Raccontateci nei commenti la vostra strategia.