Tutto quello che c’è da sapere sugli sport elettronici in Italia

Gli esport non sono solo un fenomeno mediatico, ma un settore economico in crescita che porta nuove opportunità professionali e di carriera

Avete mai sentito parlare di esport? No, non si tratta di un refuso, ma della trasformazione dei classici videogame in discipline sportive vere e proprie, competitive, professionistiche e con un giro d’affari da capogiro. Quello degli esport è da anni un business in grande espansione in tutto il mondo, Italia compresa, con nuove e impensabili opportunità lavorative. Poche settimane fa si è svolto a Milano uno degli eventi più importanti della stagione, il Nel nostro paese ci sono 350mila fan attivi (e una fanbase generale da 1 milione di utenti) e un trend che segna una crescita del 35% rispetto all’anno precedente, mentre a livello globale i fan sono o sono 200 milioni, con 454 milioni di spettatori che, secondo i dati diffusi dal rapporto Newzoo, potrebbero arrivare a 654 milioni nel 2022.

Professione esportivo. Ormai i videogame professionisti sono un vero e proprio ambito di lavoro, oltre che una pratica sportiva riconosciuta, al punto che il CIO da tempo valuta se introdurli all’Olimpiade. Non succederà subito, ma che esista un dibattito in tal senso è decisamente indicativo. L’incubatore di startup innovative H-Farm ha anche organizzato, in collaborazione con Acer for Education, una master week (8-12 luglio) all’interno del suo campus in Veneto per promuovere le possibilità professionali legate agli esport. Si tratta di un percorso di formazione con educatori e professionisti dedicato a giovani tra i quindici e i diciotto anni. Se il settore confermerà i trend di crescita degli ultimi anni, aumenteranno anche le chance di carriera, per diventare addetti ai lavori e trasformare la passione per i videogame in un lavoro. Secondo H-Farm e Acer già oggi c’è la possibilità di diventare non solo proplayer, ma anche manager, analyst, caster (sono commentatori delle dirette di esport, principalmente sulla piattaforma Twitch), allenatori, mental coach e nutrizionisti specializzati.

Il panorama pro in Italia. Gli esport sono organizzati per community e per squadre. Il videogame più seguito dai fan italiani è proprio . Anche per soddisfare i tanti appassionati del nostro paese, il grande evento di maggio è stato organizzato a Milano, epicentro di una comunità da 3 milioni di streaming per le partite e un milione di giocatori. Gli altri videogame più giocati a livello professionistico in Italia sono quelli sportivi (Pro Evolution Soccer e FIFA), i moba (Multiplayer online battle arena, giochi di strategia in tempo reale) come League of Legends, gli sparatutto e i giochi di carte. Ormai anche le squadre professionistiche della Serie A di calcio si sono lanciate nei videogame pro, ingaggiando giocatori virtuali per farsi rappresentare ai tornei. All’avanguardia c’è la Sampdoria: per i blucerchiati di Genova gareggiano nelle arene virtuali star come Leon Aussieker, Blackarrow 89, e Mattea Guarracino, Lonewolf92.

La strada verso la fama. La strada per diventare giocatori professionisti di videogiochi è aperta a tutti i talentuosi. Di solito sono le squadre più forti a reclutare i giovani talenti che emergono nelle varie arene dedicate ai singoli giochi. In alcune community si viene addirittura selezionati automaticamente dal server per provare a diventare professionisti, dopo il raggiungimento di determinati risultati. Nella maggior parte dei casi, però si deve aspettare la chiamata diretta di un team, dopo essersi fatti notare nelle arene per il proprio talento: ne esistono di amatoriali e di strutturati, con tifosi, merchandising e tesseramento. L’evoluzione della carriera spinge i più bravi a salire lungo tutta la scala, partecipando a tornei con montepremi sempre più grandi, trasmessi non solo in streaming ma anche su emittenti televisive, come GINX Tv, portato in Italia da Sky Sport. Un professionista degli esport può arrivare a guadagnare cifre da atleta di prima fascia: il tedesco Kuro Takhasomi (KuroKy) ha sfondato il muro dei 4 milioni di dollari. L’italiano più pagato, Andrea Mengucci, ha superato i 250mila dollari.

E voi, siete appassionati di videogiochi sportivi? Qual è l’esport che vi piacerebbe di giocare da professionisti?