Plastic tax, tutto sull’imposta contro la plastica monouso

L’imposta sui prodotti in plastica monouso entrerà in vigore da luglio 2020. Ecco come funziona e quali prodotti colpirà

Uno degli argomenti che più ha acceso gli animi nella discussione dell’ultima manovra finanziaria è stata senza ombra di dubbio la plastic tax. In attesa dell’entrata in vigore del bando imposto dall’Unione europea per i prodotti monouso nel 2021, anche l’Italia ha introdotto nell’ultima Legge di bilancio le prime misure che mirano a ridurre la produzione di plastica su tutto il territorio nazionale.

Come funziona la plastic tax. L’imposta entra in vigore il 1° luglio 2020 e andrà a colpire direttamente la produzione e il consumo dei cosiddetti MACSI, ovvero i manufatti con singolo impiego utilizzati per il contenimento, la protezione, la manipolazione o la consegna di merci o prodotti alimentari. A differenza della prima bozza di testo che prevedeva un’imposta di un euro per ogni chilo di rifiuti plastici, il testo definitivo prevede 45 centesimi di euro per ogni chilo di materia. Con la plastic tax si stima che lo Stato incassi circa 140 milioni di euro nel 2020, per poi passare a 521 milioni nel 2021.

A quali prodotti si applica. La plastic tax impatterà su prodotti di diverse tipologie appartenenti alla famiglia dei MACSI. Oltre a bottiglie di plastica, buste e vaschette in polietilene monouso, l’imposta sulla plastica colpirà anche i contenitori in Tetrapak, le etichette di plastica, i tappi e le confezioni dei detersivi. Sono esclusi da questo elenco i prodotti che risultino essere prodotti con materiale compostabile o prodotti riciclati con percentuale di plastica inferiore al 40%, i dispositivi medici e le materie plastiche utilizzate per contenere o proteggere i preparati medicinali.

Chi dovrà pagarla. La plastic tax non impatterà direttamente sui consumatori, ma dovrà essere versata da chi produce, acquista o importa i MACSI: riguarderà quindi le imprese. Secondo alcuni, però, c’è il rischio che questa possa ricadere in seconda battuta sui cittadini, attraverso rincari dei prezzi al dettaglio. Secondo le stime di Federconsumatori, ogni famiglia spenderà in media 138 euro in più all’anno proprio in seguito all’entrata in vigore dell’imposta sulla plastica monouso. Ma cosa rischiano le aziende che non la pagano? In caso di mancato pagamento si rischia una sanzione amministrativa che va dal doppio e può arrivare fino a 10 volte dell’imposta evasa. Sono inoltre previste sanzioni amministrative anche in caso di ritardo nei pagamenti: in questo caso l’importo dovuto sarà maggiorato del 30%.

Un incentivo per le imprese che provvedono all’adeguamento tecnologico. La plastic tax premia infine anche le imprese produttrici di MACSI virtuose, ovvero quelle che provvedono all’adeguamento tecnologico finalizzato alla produzione di manufatti biodegradabili e compostabili. A queste spetta un credito d’imposta del 10% delle spese sostenute nel corso del 2020 per l’adeguamento degli impianti.

Pensate che la plastic tax sia un’iniziativa giusta per limitare il consumo di plastica usa e getta e incentivare l’utilizzo di alternative più amiche dell’ambiente?
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