Viaggio nelle megalopoli, le città del futuro

Il processo di urbanizzazione in corso dagli anni Cinquanta ha subito un’accelerazione nell’ultimo ventennio. Si sono moltiplicate le megalopoli, città con oltre 10 milioni di abitanti. E siamo solo all’inizio

Da circa un ventennio, a livello globale, la popolazione delle aree urbane sopravanza quella delle zone rurali. E la tendenza, secondo le stime delle Nazioni Unite, pare destinata ad andare avanti. Il che ci pone di fronte a un fenomeno interessante.

Megalopoli

Tale fenomeno si chiama “urbanizzazione” e rientra a tutti gli effetti tra i Megatrend, ovvero quei mutamenti alla radice stessa del nostro ecosistema ambientale, sociale, tecnologico ed economico che, di fatto, aprono una nuova fase storica. Dai numeri e dalle stime del World Urbanization Prospects 2018 – rapporto a cura del dipartimento Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite – emerge che entro il 2050 nelle città abiterà il 68,4% della popolazione globale. Non male, se si pensa che un secolo prima – sessantanove anni fa alla data di oggi, ossia nel 1950 – era appena il 29,6%.

Un fenomeno inarrestabile. Tenendo sempre il 1950 come termine di paragone, abbiamo che all’epoca erano “urbanizzati” 751 milioni cittadini in tutto il mondo, mentre nel 2020 saranno 4,4 miliardi. Ma questo numero è destinato a crescere ulteriormente, fino ad arrivare – secondo le stime delle Nazioni Unite – a 6,7 miliardi fra tre decenni, nel 2050. Già entro il 2025, sempre secondo l’ONU, ben nove città al mondo conteranno oltre 20 milioni di abitanti, specialmente in Asia e America Latina. Ok, ma perché uomini e donne fanno i bagagli e si trasferiscono in città? Essenzialmente, per le migliori opportunità in termini di prestazioni sanitarie, lavoro, istruzione e attività sociali e culturali. La lievitazione cui stiamo assistendo, però, non si deve solo ai flussi migratori dalle zone rurali, ma anche all’aumento della popolazione, soprattutto in Asia e Africa. E le nuove megalopoli sono sempre più dietro l’angolo.

Tutti in città, ma più poveri. Nel 1990 c’erano al mondo solo 10 megalopoli, ossia città dotate di una popolazione superiore ai 10 milioni di individui. Oggi sono quasi tre volte tante. Sempre di più, ma più poveri: è il rischio paventato da un report di qualche anno fa a cura di McKinsey. Ebbene, secondo questo report entro il 2025 oltre 1,6 miliardi di persone potrebbero non riuscire a trovare una casa che costi loro meno del 30% del reddito. Con il risultato che in tutto il pianeta ci saranno oltre 100 milioni di famiglie in più (come minimo) a basso reddito. Molti centri urbani si troveranno quindi a dover risolvere il non semplice problema della scarsità di alloggi. In particolare, l’India e la Cina. Sì, perché, come abbiamo accennato, il processo di urbanizzazione già oggi ha il suo punto focale nelle economie emergenti di Cina, India e Africa. In quelle sviluppate la migrazione dei contadini dalla campagna alla città si è già compiuta, e da qui in avanti la crescita nei centri urbani e in quelli rurali sarà più equilibrata.

Tra nuove sfide e opportunità. Cambierà l’offerta di abitazioni, ma anche quella di cibo e trasporti. E la gestione delle risorse idriche, della sanità, dell’istruzione, delle infrastrutture pubbliche e di sicurezza sarà chiamata ad affrontare la sfida di una crescente complessità ed efficienza. Il che ci porta alle implicazioni del Megatrend, anche per chi investe. Centri urbani molto popolosi – quelli che abbiamo chiamato “megalopoli” – produrranno nuove esigenze in chi vi abita e, soprattutto, in chi vi abiterà in futuro. Esigenze che evolveranno di pari passo con le dimensioni delle stesse città e che troveranno risposta in una serie di settori da monitorare. Occorrerà un adeguato supporto tecnologico in termini di maggiore connettività, anche a sostegno delle reti di sorveglianza, per garantire agli abitanti dei centri urbani, sempre più grandi e più densamente popolati, la maggiore sicurezza possibile. Ma bisognerà che anche le infrastrutture e le reti di trasporto si adeguino. E serviranno sistemi sanitari più moderni, che integrino nei propri servizi tutte le nuove tecnologie a disposizione. Questo solo per cominciare.