Il vostro decluttering inizia oggi

Liberarvi dalle cose di cui non avete bisogno aiuterà la vostra mente, la vostra casa e il vostro portafogli

«Il modo migliore di capire ciò di cui abbiamo davvero bisogno è liberarci di ciò di cui non abbiamo bisogno», scriveva Marie Kondō nel suo libro Il magico potere nel riordino. Uscito per la prima volta nel 2011, fu catalizzatore di un bisogno collettivo: fare spazio, mettere ordine, liberarci degli oggetti. Spesso ci accorgiamo troppo tardi, quando siamo magari in procinto di traslocare o per un bisogno improvviso di ordine, di quanto la nostra vita domestica sia soffocata da cose di cui non abbiamo più nessun bisogno. Vestiti, libri, elettrodomestici, mobili rimangono nelle nostre abitazioni come monumenti alla nostra procrastinazione, quando spesso liberarcene è facile, veloce, sano e spesso può portare anche risparmio o piccoli benefici economici. Ecco una guida per cominciare proprio oggi.

Armadio leggero, mente libera. Il primo spazio di decluttering è inevitabilmente l’armadio. Di fronte a voi avete due alternative: la prima è vendere online, la seconda è donare o regalare. Per quanto riguarda il primo caso, in questo articolo vi avevamo raccontato nel dettaglio il mondo delle piattaforme e delle app per vendere vestiti e accessori in rete. C’è l’italiana Depop, conosciuta in tutta Europa: interfaccia alla Instagram, sono sufficienti le foto dell’oggetto da vendere, la descrizione e i tag per mettersi sul mercato. Stesso discorso per Shpock, Shop in Your Pocket, dove si possono dare via anche mobili, gadget, macchine fotografiche. Molto ben fatte anche Svuotaly e Vidressing. La seconda alternativa è quella dell’economia circolare dei tessuti, che vi avevamo raccontato in questo pezzo: trasformare i vestiti in altri oggetti (con un pizzico di creatività e manualità), regalarli a reti come R.I.U.S.E. e Humana, o infine riciclare nelle grandi catene come H&M quelli impossibili da usare altrimenti.

La seconda vita dei libri. La seconda grande sfida nel vostro percorso di decluttering sono i libri accumulati nel corso degli anni: una gran parte sono quelli che avete effettivamente letto e amato e di cui non vi liberereste a nessuna condizione, nemmeno in prestito a un amico. Ma accanto a questi, spesso mescolati in un disordine impossibile da districare, ci sono i regali sbagliati, le letture in cui non vi riconoscente più, gli omaggi imbarazzanti, gli errori di valutazione. Insomma, libri che starebbero meglio altrove. Come darli via? Il primo passo sono le librerie dell’usato, che valutano in base al codice ISBN del libro il tasso di vendibilità e nel caso ve li comprano al momento. Il Libraccio consente anche di effettuare la vendita online. Un’alternativa sono i mercatini dell’usato, oppure, se i libri non sono troppi o non avete fretta, potete affidarvi al bookcrossing: sempre più locali (e a volte anche i condomini) offrono spazi ad hoc. Qui un elenco degli angoli di bookcrossing a Milano, qui una lista nazionale. Infine, potete donare i vostri libri in eccesso: i sistemi bibliotecari delle città spesso organizzano punti di raccolta. Qui, ad esempio, Roma e Milano.

Swap party o gruppi social. Gli oggetti di cui potreste aver bisogno di liberarvi sono davvero tanti e potrebbero non rientrare nelle due ampie categorie precedente (vestiti/scarpe/accessori o libri). In questo caso, una soluzione divertente può essere abbinare il vostro percorso di decluttering a uno swap party con amiche e amici, una festa per scambiarsi reciprocamente le cose di cui non avete più bisogno, di qualunque tipo esse siano: quello che non serve a voi potrebbe sempre fare comodo a qualcun altro (e viceversa). Per i mobili o gli oggetti più grandi, oltre all’opzione vendita online ci sono i gruppi social «Te lo regalo se vieni a prenderlo», organizzati città per città. Infine, per quanto riguarda la tecnologia obsoleta che non sapete più come dare via e che nessuno vorrebbe nemmeno in regalo (come vecchi caricabatterie, cuffie rotte, telefoni distrutti), sappiate che i grandi negozi di elettrodomestici sono tenuti all’Uno contro zero, cioè prendere gratuitamente e senza obbligo di acquisto da parte vostra tutti gli oggetti che non superano i 25 centimetri.