Alla scoperta delle obbligazioni legate all’inflazione

Esistono strumenti pensati per proteggere il proprio investimento dal rischio legato all’inflazione: sono le obbligazioni inflation linked (o indicizzate all’inflazione). Vediamo di capire come funzionano

I beni e servizi che utilizziamo quotidianamente hanno un prezzo, che può variare nel tempo: alcuni possono subire un aumento, altri una riduzione. Si parla di inflazione quando c’è un aumento generalizzato dei prezzi: in altre parole, quando il valore reale dell’unità di moneta è inferiore al passato. Negli ultimi anni ci siamo abituati a un’inflazione molto bassa, complici anche le politiche ultraespansive delle principali banche centrali. Ma le cose stanno cambiando: negli Stati Uniti l’economia ha ripreso a crescere, spingendo al rialzo consumi e prezzi. Ora, se da una parte l’inflazione è sintomo di un’economia che cresce, quindi una buona notizia, dall’altra un aumento eccessivo dei prezzi può comportare qualche problema per i portafogli di investimento. Per un risparmiatore che investe in obbligazioni, soprattutto, un incremento dell’inflazione comporta un minore rendimento reale. Ecco perché investire solamente in attività finanziarie che forniscono rendimenti slegati dalla dinamica dei prezzi non è una scelta ottimale. Per fortuna esistono strumenti pensati proprio per proteggere il capitale dal rischio inflazione: stiamo parlando delle obbligazioni inflation linked (o indicizzate all’inflazione).

Come funzionano? Per capirlo, rinfreschiamoci prima le idee sul funzionamento dei bond tradizionali. Un’obbligazione è in buona sostanza un prestito richiesto da una società o da uno Stato a una collettività di risparmiatori privati e istituzioni finanziarie (fondi pensione, assicurazioni, banche). Chi decide di sottoscrivere l’obbligazione presta il proprio denaro alla società emittente che, a cadenza regolare, paga gli interessi sul prestito ricevuto (le cedole o coupon dell’obbligazione). Alla fine del periodo concordato (pari alla vita dell’obbligazione), l’emittente restituisce l’intero ammontare preso a prestito.

Come funziona la protezione dall’inflazione? Le obbligazioni inflation linked nascono con l’obiettivo di difendere il rendimento reale dell’investitore dal potere erosivo dell’inflazione. In questo caso, sia il valore nominale rimborsabile a scadenza sia le cedole sono calcolati tenendo in considerazione l’inflazione dei Paesi dell’area valutaria di riferimento: quindi le cedole non sono fisse, ma variano al variare del tasso di inflazione. Vediamolo nel concreto, prendendo come esempio un’obbligazione inflation linked del valore di 100 euro.

  • Se l’inflazione aumenta il valore di rimborso non sarà 100, come per i titoli non indicizzati, ma si otterrà moltiplicando il valore nominale per un coefficiente anti-inflazione che rappresenta la differenza tra l’inflazione attuale e l’inflazione al momento dell’emissione: questo accorgimento ha l’obiettivo di annullare l’effetto dell’inflazione maturata nel periodo in cui si è detenuto il titolo. Anche le cedole calcolate su questo ammontare non sono dunque fisse, ma si adeguano alla dinamica dei prezzi. In questo modo, le cedole e il capitale aumentano in linea con il costo della vita. L’effetto dell’inflazione realizzata nel periodo si annulla e il potere di acquisto del risparmiatore è preservato.
  • Se l’inflazione scende (calo dei prezzi al consumo) molte obbligazioni inflation linked prevedono comunque un meccanismo di protezione per l’investitore: cedole pari a quelle indicate all’emissione e il rimborso del valore nominale del capitale a scadenza. Fanno eccezione i titoli inglesi, giapponesi e di alcuni Paesi emergenti, per cui cedole e capitale sono esposti agli effetti negativi della deflazione.

Diversificare per proteggersi dai rischi. I rischi associati agli investimenti legati all’inflazione riguardano il rischio di credito e il rischio legato ai movimenti dei tassi d’interesse. Per rischio di credito si intende il pericolo che l’emittente non rispetti il pagamento degli interessi o il rimborso del capitale, mentre il rischio tassi d’interesse riguarda la vulnerabilità del prezzo dell’obbligazione ai cambiamenti dei tassi di interesse del mercato (tipicamente misurata tramite duration). Come sempre, il primo consiglio per proteggersi dai rischi legati a un investimento è quello di diversificare il portafoglio. Per farlo al meglio, esistono fondi comuni specializzati che investono solo in obbligazioni inflation linked, già ben diversificati al loro interno.