LiveQuiz e gli altri giochi per testare la propria cultura

La conoscenza è potere e grazie alla tecnologia ogni giorno è possibile ritagliarsi dei piccoli momenti per rinfrescare la memoria e aggiornarsi. Dai quiz di cultura generale ai canali YouTube didattici, passando per le piattaforme per fare corsi e imparare cose nuove

All’improvviso, due volte al giorno, le teste di chi ci circonda si chinano sullo smartphone. A orari prestabiliti – le 13.30 e le 21 – un’app rapisce l’attenzione di migliaia di persone. Non è un social network, ma LiveQuiz, una delle mode del momento. È una piattaforma che sforna 10 domande di cultura generale in diretta. Gli utenti hanno 10 secondi per rispondere: chi riesce a completare un round perfetto può spartirsi un montepremi che varia da 200 a 1000 euro in buoni Amazon. Come tutti i giochi a premi, LiveQuiz è un modo per mettersi alla prova e scoprire qualcosa di nuovo. Ma non è l’unica app di questo tipo, né l’unico modo digitale per accrescere le proprie conoscenze. Su VoceArancio abbiamo scelto di esplorare come la tecnologia, ogni giorno, permetta di accrescere e testare la propria cultura generale.

Non solo Live Quiz. Le app per giocare con cultura e intelligenza. Iniziamo con Trivia Crack, la versione tecnologica del popolare gioco da tavolo Trivial Pursuit, che offre migliaia di domande a cui poter rispondere da soli o confrontandosi con altri utenti su storia, arte, letteratura, geografia, sport, scienze. Come nella versione analogica, ci sono carte da conquistare. Poi c’è il predecessore di LiveQuiz, più popolare in Italia: QuizDuello, un’app con domande a risposta multipla e la possibilità di sfidare utenti sconosciuti o i propri amici (pescati dai contatti Facebook); tra le sue particolarità c’è la possibilità di sottoporre agli autori del servizio le proprie domande originali. Ma non ci sono solo cultura e curiosità da mettere alla prova: con Math Workout è possibile sfidare i campioni della matematica gareggiando con i numeri. E poi c’è il gioco più irriverente per testare la propria intelligenza: The Moron Test, in inglese (ma con testi semplici), vi permetterà di provare la vostra reattività mentale con test logici, trabocchetti e velocità di calcolo. Infine, se siete curiosi di scoprire da dove LiveQuiz ha preso ispirazione, potete scaricare HQ Trivia (qui un articolo con la sua storia): una piattaforma nata nel 2017 che vi presenterà le domande con presentatori in carne e ossa e, anche in questo caso, premi veri.

Gli youtuber che aiutano ad accrescere il vostro sapere. Oltre a fare test su test, potrà esservi utile preparare un po’ il terreno. E c’è una schiera di canali YouTube che, con video brevi e  frequenti  sono in grado di fare divulgazione di alto livello. Un esempio è Science4Fun di Andrea Mignone – raccomandato da Piero Angela in persona –  che racconta in modo semplice e con esempi pratici concetti scientifici complessi. Se voi (o i vostri figli) non amate la matematica e la fisica, potete guardare Elia Bombardelli, uno youtuber bravo a far appassionare le persone a queste discipline. Se invece avete sempre pensato che la filosofia sia una disciplina distante e noiosa, RickDuFer riuscirà a spiegarvi i pilastri del pensiero in modo leggero e profondo, coniugando la teoria con l’attualità. Ma l’obiettivo di documentarsi non è solo funzionale a partecipare a un quiz, ci aiuta a non cadere nelle bufale complottiste che riguardano cibo, diete o cure mediche. Per esempio, c’è chi crede ancora alla “dieta dei gruppi sanguigni” (smascherata qui) o alla nocività dei vaccini. In questo caso i video del chimico Dario Bressanini, con piccoli esperimenti, sbugiarda le teorie pseudoscientifiche.

Se volete riprendere a studiare, ecco i Mooc. Acronimo di Massive Online Open Courses, si tratta di vere e proprie videolezioni, con materiali didattici e prove. Sono gratuiti e, in molti casi, rilasciano certificati spendibili anche sul vostro curriculum. Tra le piattaforme Mooc più famose in Italia ci sono: Emma, un progetto dell’Unione Europea con lezioni interattive su temi che vanno dall’economia circolare, al design, fino alla business intelligence. Segnaliamo anche Eduopen, che aggrega 14 università italiane: in questo caso i corsi seguono un calendario prefissato ed è necessario iscriversi, i livelli vanno dalla laurea triennale fino ai master e rilasciano CFU (i crediti formativi delle nostre università). Tra le piattaforme più complete c’è Weschool, nuovo nome di Oilproject, una delle realtà storiche nel campo dell’apprendimento online: qui i corsi vanno dalla psicologia, all’economia, fino alle lingue e alla letteratura. Ormai anche i più grandi atenei italiani hanno i loro Mooc: “La Sapienza” li eroga tramite la piattaforma internazionale Coursera, il Politecnico di Milano attraverso il progetto di open knowledge, l’Università Federico II con Federica. Se invece volete accedere online al sapere offerto dalle nostre biblioteche, su VoceArancio abbiamo raccontato tutti i servizi digitali che – magari senza saperlo – abbiamo a disposizione gratis.

E voi? Come allenate la vostra cultura? Come vi mettete alla prova?