Vegetariano, vegano o flexitarian: le differenze tra i regimi alimentari

Le abitudini alimentari degli italiani stanno cambiando: vediamo le differenze tra gli stili alimentari che riducono o bandiscono il consumo di prodotti di origine animale, per questioni etiche, ambientali e di salute.

La salvaguardia dell’ambiente passa anche da cosa e da come mangiamo. Secondo i dati diffusi da Greenpeace gli allevamenti intensivi sono la seconda causa di inquinamento da polveri sottili dopo i sistemi di riscaldamento. Ma pian piano  qualcosa sta cambiando, soprattutto a livello culturale. Gli ultimi dati Eurispes fotografano gli italiani sempre più aperti ad alimentazioni vegetariane e vegane. Rispetto allo scorso anno i connazionali che hanno scelto di eliminare dalla propria alimentazione carne e pesce e che hanno eliminato anche i derivati di origine animale sono cresciuti del 7,3%. Che sia per ragioni ambientali, etiche o di salute poco importa: ormai anche nei supermercati è piuttosto evidente che sia in corso un cambio di rotta. Gli scaffali degli alimentari pullulano di alimenti alternativi alla carne che piacciono sempre più ai consumatori italiani e l’offerta continua a seguire la domanda crescente. Ma questi regimi alimentari sono tutti uguali? Vediamo quali differenze esistono tra i piani alimentari vegani, vegetariani e flexitariani.

Veganesimo, cibo e filosofia. Iniziamo dal veganesimo, parliamo di piani alimentari che non prevedono il consumo di carne, pesce o di prodotti di origine animale. Più che di un regime alimentare si tratta di una vera e propria filosofia di vita che tira in ballo ragioni etiche, perché elimina alla base qualsiasi prodotto derivante dalla sofferenza o dallo sfruttamento animale: dalla pelle alle piume d’oca, dal miele alle uova. Tra seguaci e nemici della dieta vegana, una cosa è certa: non bisogna assolutamente sottovalutare eventuali scompensi. Chi segue questo piano alimentare, infatti, può andare incontro a carenze di nutrienti naturalmente presenti in prodotti di origine animale. Potrebbe essere necessario integrare la vitamina B12, presente nei latticini e nella carne, ma anche nelle bevande a base di soia e cereali o in altri prodotti arricchiti. In alcuni soggetti potrebbe essere necessario anche l’integrazione di proteine, ferro, zinco e grassi Omega 3 attraverso supplementi specifici o ricorrendo prodotti di origine vegetale come frutta secca, legumi, semi, cibi a base di soia o farine integrali.

Vegetariano, sì a latte e uova. La dieta vegetariana non contempla il consumo di carne di qualsiasi provenienza e origine (pesci compresi) ma considera quello di prodotti di derivazione animale. È il caso dell’ovo-vegetarianesimo, che ammette il consumo di uova, e del latto-vegetarianesimo, che prevede nella dieta anche latte e prodotti caseari. Il regime alimentare vegetariano è considerato nutrizionalmente equilibrato, purché seguito in maniera continuativa e non saltuaria. Bisogna considerare, inoltre, che anche il regime alimentare vegetariano non è esente da rischi. Il principale è quello di eccedere nell’apporto di grassi di origine animale, come per esempio attraverso i latticini: nei casi più gravi si potrebbe andare incontro a patologie come diabete e obesità. Insomma, la parola d’ordine è equilibrio.

Flexitarian: qualche limite, senza estremismi. Per descrivere la terza tipologia di regime alimentare esistono denominazioni diverse. Vegetariano flessibile o semivegetariano, per chi ama utilizzare l’italiano, oppure flexitarian per chi non sa rinunciare all’inglese. Dal 2017 questa tipologia di alimentazione può contare anche su una definizione sul dizionario Garzanti, che recita “vegetariano flessibile, cioè che mangia o utilizza prodotti animali ma solo raramente”. Non è una scelta radicale come quella vegana, si tratta di una versione “part-time” dell’essere vegetariani, come la definisce qualcuno. In buona sostanza si tratta di una dieta basata prevalentemente su prodotti vegetali e che prevede il consumo limitato di carne, pesce, uova e derivati di origine animale. Oltre ai benefici per la salute, i regimi alimentari fexitarian piacciono anche perché sono amici dell’ambiente: contribuiscono a ridurre il consumo di acqua, a limitare gli sprechi alimentari e a salvaguardare il benessere animale.

Avete mai pensato di rinunciare ai prodotti di origine animale per questioni etiche o di salute?
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