Alla scoperta dell’Italia con le Giornate FAI di Primavera

Il 23 e 24 marzo, come succede da 27 anni, avrete l'occasione di visitare un migliaio di luoghi magici e di solito inaccessibili. Scopriteli nella nostra selezione

Da ventisette anni, le Giornate FAI di Primavera sono un appuntamento speciale per scoprire la bellezza che in Italia abbiamo a portata di mano, nei giardini, nei palazzi, nei chiostri, nei castelli, nelle ville, nei piccoli musei, luoghi che spesso sono difficili da visitare e chiusi al pubblico, luoghi che vi riempiranno di meraviglia. La nuova edizione sarà, come sempre, nel primo weekend di primavera, il 23 e 24 marzo, quando i volontari e i 40mila aspiranti Ciceroni del Fondo Ambiente Italiano (ragazzi delle scuole superiori) guideranno centinaia di migliaia di visitatori nei 1100 luoghi aperti per l’occasione. Queste giornate sono prima di tutto una grande festa: nelle ultime 26 edizioni, ben dieci milioni tra italiani e stranieri hanno riscoperto 12mila posti in 5100 città, guidati da 130mila volontari FAI e 250mila apprendisti Ciceroni. Organizzare una gita in occasione di questo weekend è una bella opportunità per un turismo sostenibile e a costi contenuti.

Un ponte tra le culture. Tra le iniziative di questa edizione delle Giornate FAI c’è anche Un ponte tra le culture, un modo per mettere il patrimonio artistico e culturale del nostro paese al servizio del dialogo tra le culture e del bisogno di integrazione. In alcune città, tra cui Milano, Roma, Torino, Bologna, Ravenna, Matera, saranno al lavoro un centinaio di volontari del FAI di origine straniera, che organizzeranno tour nella loro lingua e tour in italiano nei quali verrà raccontato il legame tra il luogo che mostrano al pubblico e la loro cultura di provenienza. Per esempio. il Castello di Masino (Torino) ha un pavimento che viene da Palmira, e sarà una guida siriana a raccontarlo ai visitatori, così come saranno mediatori originari di Guinea e Sudan a illustrare le maschere tribali all’interno di Villa Panza (in provincia di Varese) e la chiesa ortodossa di Santo Spirito, a Ravenna, avrà come narratori una guida ucraina e una romena.

Le meraviglie del Sud. A Napoli ci sarà la possibilità di visitare il Comprensorio Olivetti (contributo suggerito: 3 euro): una fabbrica con vista mare, progettata negli anni ’50 dall’architetto Luigi Cosenza. «Di fronte al golfo più singolare del mondo, questa fabbrica si è elevata in rispetto della bellezza dei luoghi e affinché la bellezza fosse di conforto nel lavoro di ogni giorno», disse Adriano Olivetti quando fu inaugurata. A Messina sarà visitabile il dietro le quinte del Teatro Vittorio Emanuele (2 euro), aperto nel 1852, restaurato dopo il terremoto del 1908. Al suo interno il sorprendente soffitto decorato da Renato Guttuso con la leggenda di Colapesce. A Bari si potrà entrare nell’edificio della Banca d’Italia (3 euro), che spicca per le vetrate neoliberty, lo scalone in marmi pregiati, la sala del Consiglio col suo soffitto a cassettoni.

Le meraviglie del Centro. Poco fuori da Bologna c’è la suggestiva Villa Aldrovandi Mazzacorati (3 euro), con il suo teatro del ‘700, uno dei più belli in Italia nel suo genere. La villa nel tempo è stata un soggiorno estivo per bambini gracili, un ospedale tisiatrico, oggi è un poliambulatorio regionale, ma ha mantenuto intatto il suo fascino. A Roma la bellezza, grande o piccola, non manca di certo, ma pochi hanno già avuto la possibilità di entrare nel rinascimentale Palazzo Firenze (3 euro) di Campo Marzio, dove ha sede la Società Dante Alighieri e che fu residenza di Ferdinando de’ Medici, con la sua Loggia del Primaticcio, gli affreschi di Prospero Fontana e gli studioli istoriati da Jacopo Zucchi. Approfittatene. La Biblioteca Mozzi Borgetti (3 euro), a Macerata, nasce dalla fusione, nel 1855, di due diverse e antiche istituzioni culturali e oggi racchiude un tesoro inestimabile: 400.000 volumi, oltre 10.000 manoscritti e circa 300 esemplari di incunaboli.

Le meraviglie del Nord. Villa Pojana (3 euro) è una delle ville palladiane più belle di Vicenza, commissionata da Bonifacio Poiana, fu terminata nel 1563, e tra i suoi tesori ci sono le decorazioni dei pittori Bernardino India e Anselmo Canera e dello scultore Bartolomeo Ridolfi. Il Mastio di Torino (3 euro) è l’unica parte ancora in piedi della cittadella inaugurata nel 1566 quando la capitale del Ducato di Savoia fu trasferita nella città piemontese. La cittadella sarebbe poi stata demolita trecento anni dopo, il Mastio rimane come unica testimonianza. L’Officina della Manutenzione Vetture della Squadra Rialzo di Milano Centrale (3 euro) fu invece costruita nel 1931 quando fu potenziato il nodo ferroviario della città lombarda, e oggi visitarla è un’occasione unica per scoprire come funzionavano i trasporti ferroviari e come venivano riparati i treni cinquanta e più anni fa, con gli utensili per la lavorazione di legno e metalli, i compressori d’aria, i cavalletti per il sollevamento dei veicoli, gli impianti per il lavaggio e la disinfezione. Un paradiso per gli appassionati di treni e ferrovie.

Qual è il luogo più bello che avete visto grazie al FAI in questi anni? E se non ne avete visitato ancora nessuno, quale vi piacerebbe visitare?