Che cosa vi farete consegnare oggi?

Non solo pranzo e cena, attraverso le app di delivery potete farvi arrivare a casa di tutto: dai farmaci ai croccantini

Negli ultimi anni il mercato delle consegne richieste e ottenute via app (di cibo ma non più solo, come vedremo) è letteralmente esploso, sia a livello globale che nelle città italiane. Il giro d’affari globale è 83 miliardi di euro, secondo i dati McKinsey, con un tasso di crescita che sarà costante intorno al +3,5% per i prossimi cinque anni. In Italia parliamo di due miliardi di euro, con annessi sia un cambio nello stile di vita urbano che le polemiche sulle condizioni lavorative, contrattuali e di sicurezza dei rider, cioè delle persone che effettuano fisicamente le consegne. Il settore è stato trainato, a partire dall’anno del boom (il 2016), dal food delivery, la consegna a casa o in ufficio del pranzo o della cena. Una volta creata l’abitudine e la domanda, però, il mercato è andato via via allargandosi, includendo possibilità fino a poco tempo fa impensabili, come la consegna di croccantini o medicine.

I re della «schiscetta». Tra polemiche, crescita, ingresso nel dibattito politico, il mercato del food delivery in Italia ha vissuto un paio di anni intensi. Come conseguenza, ad agosto uno dei servizi più usati, Foodora, ha chiuso i battenti entrando a far parte di Glovo e lasciando campo libero ai suoi concorrenti: Deliveroo, Uber Eats e Just Eat. Secondo il portale qualescegliere.it, che ha fatto un confronto tra le piattaforme esistenti in Italia, Just Eat è il più capillare, anche in virtù del suo modello diverso dagli altri: è un intermediario, e solo in determinate città controlla la consegna, attraverso una serie di partner logistici. Il costo della consegna varia a seconda del ristorante. Ha molto lavorato sulla propria rete di consegne anche Deliveroo, che a fine dello scorso anno ha festeggiato il suo triennio di operatività in Italia annunciando la trentesima città in cui è attivo il servizio (Treviso). La commissione sull’ordine è di 2,50 euro. Sono nove le città invece servite da Uber Eats, di recente la piattaforma ha implementato la possibilità di pagare con Apple Pay (le tariffe variano in percentuale a seconda della consegna). Glovo, il quarto grande player italiano, ha raggiunto le 14 e punta addirittura a coprirne 100 entro la fine di quest’anno. Il range delle tariffe varia e ha un limite di 4,90 euro.

Fiori, cartoleria o medicine. La spagnola Glovo è anche la piattaforma che ha interpretato in modo più esteso le possibilità delle consegne via app, senza limitarsi ai ristoranti. L’area shopping copre le esigenze più varie: fiori, cosmetica, cartoleria, c’è una sezione per la spesa al supermercato e c’è la farmaceutica. Questo settore ha anche una sua app dedicata, Pharmap, specializzata nella consegna a domicilio di medicine e prodotti affini, con una rete di oltre mille farmacie sul territorio italiano (Milano, Genova, Torino, Roma, Palermo, Cagliari). Si possono ordinare anche farmaci per i quali serve la ricetta, che viene ritirata a casa vostra o direttamente dal medico prima della consegna. Vista la delicatezza della cosa, il farmaco e la ricetta sono sempre in busta chiusa e il rider non sa cosa vi sta consegnando. I costi del servizio vanno da 1,99 euro a 3,99 euro (in caso di consegna fast).

Il vostro corriere personale. Un’altra startup italiana che sta provando a sfruttare le potenzialità del delivery al di là dell’ambito gastronomico è Poony, che si propone come «il tuo corriere personale» e che assicura anche un approccio più eticamente sostenibile nei confronti dei suoi rider, i quali percepiscono commissioni più alte e possono essere scelti dal cliente, che può quindi creare un rapporto di fiducia col corriere. Con Poony è possibile programmare l’acquisto e il ritiro di qualsiasi cosa, la piattaforma non ha una serie di esercizi convenzionati, ma si può ritirare, acquistare o inviare di tutto, pagando attraverso l’app, la carta di credito o in contanti. La tariffa è di 1,75 euro a chilometro, con un minimo di 3 euro. Solo su Milano è attiva anche Wa-là, che permette di ordinare e farsi consegnare tabacchi, acqua, fiori, acqua, ma anche i croccantini per il vostro animale domestico. Il costo del servizio è di 0,99 centesimi di euro.

Usate queste app di delivery? Come vi trovate?